Lasciti testamentari a una onlus: come scegliere l’organizzazione giusta
Quando si decide di inserire nel proprio testamento un’organizzazione non profit, la prima domanda non è quasi mai di natura tecnica (come si fa?, cosa si scrive?). È piuttosto di natura prettamente umana, e cioè “a chi lo faccio?”. Scegliere a chi affidare una parte di ciò che si è costruito nel corso di una vita è una decisione profondamente personale, che richiede riflessione. Ma ci sono criteri concreti che possono aiutare in questa delicata decisione.
Perché destinare un lascito testamentario a una onlus
Un lascito testamentario a un’organizzazione non profit ha caratteristiche che lo rendono particolarmente efficace. La prima è fiscale: a differenza degli eredi privati, che pagano un’imposta di successione del 4%, le organizzazioni non profit beneficiarie non pagano alcuna imposta di successione. Il valore del lascito viene impiegato integralmente per le finalità sociali dell’ente.
La seconda ragione è di impatto. Le organizzazioni del Terzo settore destinano i lasciti in modo diverso dalle donazioni ordinarie: ciò che ricevono non viene destinato alla gestione corrente e quotidiana, ma ai progetti più ambiziosi, quelli che richiedono visione di lungo periodo. Nuove strutture, ricerche scientifiche pluriennali, programmi di ampio respiro. I lasciti sono, per molte realtà, ciò che permette di pensare in grande.
I criteri che le persone usano davvero per scegliere
Non esiste una scelta giusta in assoluto: esiste quella giusta per se stessi e per se stesse. Secondo le ricerche condotte dal Comitato Testamento Solidale, i criteri che le persone ritengono più importanti nella scelta dell’organizzazione a cui destinare il proprio lascito sono, in ordine:
- l’affidabilità nella gestione del denaro raccolto (per il 47% degli intervistati)
- la trasparenza nella comunicazione dei risultati e dei bilanci (33%)
- la continuità con donazioni già fatte in vita (31%)
- l’efficacia degli interventi (29%)
- la coerenza tra i progetti dell’organizzazione e i propri valori personali (25%)
- Questi dati raccontano qualcosa di importante: la scelta non passa principalmente dalla notorietà o dalle dimensioni di un’organizzazione, ma da una relazione, spesso di lungo corso, costruita nel tempo. Chi sceglie di fare un lascito conosce già, di solito, l’ente a cui lo destina. E molti e molte lo hanno già sostenuto in vita.
Quanto pesano i lasciti per le organizzazioni non profit?
Per dare il senso dell’impatto reale: tra le organizzazioni aderenti al Comitato Testamento Solidale, quasi il 41% riceve lasciti che rappresentano tra il 5 e il 10% della raccolta fondi annua. Quasi il 19% supera il 10%. In alcuni casi, la quota raggiunge tra il 25 e il 50% dell’intera raccolta. Sono risorse che non si trovano facilmente altrove, e che le organizzazioni impiegano esattamente come chi ha donato avrebbe desiderato: per fare cose grandi, con visione e impegno.
Come indicare correttamente l’organizzazione beneficiaria
Una volta identificata l’organizzazione, è fondamentale che questa sia indicata nel testamento in modo chiaro e preciso: nome completo, codice fiscale e sede legale. Un’indicazione ambigua o incompleta può generare contestazioni che rallentano o, nei casi peggiori, impediscono l’esecuzione delle ultime volontà.
È possibile destinare il lascito a più organizzazioni, indicando quote diverse o assegnando a ciascuna beni specifici. In caso di testamento articolato, può essere utile nominare un esecutore testamentario: una persona di fiducia incaricata di garantire che le volontà vengano rispettate. Per qualsiasi dubbio sulla redazione, il consiglio è di consultare un notaio.
Un atto di fiducia con effetti nel tempo
Fare un lascito testamentario a un’organizzazione non profit non è solo un gesto generoso: è un atto di fiducia. Si affida a qualcun altro, in questo caso a un’istituzione e a un gruppo di persone con le quali si condividono valori cardinali, il compito di portare avanti qualcosa in cui si crede. Come emerge dalla ricerca del Comitato Testamento Solidale, “un lascito matura dentro una relazione diretta e personale. La persona deve sentirsi ingaggiata nei progetti e nella strategia dell’organizzazione.”
Il Comitato Testamento Solidale riunisce oggi decine di organizzazioni non profit impegnate in ambiti diversi: dalla ricerca scientifica alla cooperazione internazionale, dalla tutela dell’ambiente all’assistenza sociale. Una rete che esiste proprio per offrire a chi vuole fare un lascito un punto di riferimento affidabile e riconosciuto.