Insaka Community Centre, UNICEF Zambia

Lascito a UNICEF: un gesto che protegge il futuro dei bambini più vulnerabili

UNICEF è da sempre accanto ai bambini, in ogni angolo del mondo, per garantire loro salute, istruzione, protezione e un futuro migliore. Tra le tante forme di sostegno, c’è quella del lascito solidale: una scelta intima, capace di lasciare un segno duraturo nella vita di chi ha più bisogno.

Abbiamo incontrato Stefania Censi, responsabile del Programma Lasciti del Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, che da molti anni si occupa di accompagnare chi sceglie di compiere questo gesto di grande generosità.

 

Lasciti solidali: un supporto duraturo che lascia il segno

“I lasciti solidali sono indispensabili – spiega Stefania – perché ci permettono non solo di rispondere alle emergenze umanitarie, ma anche di garantire un supporto duraturo ai bambini e alle comunità nel tempo.”

Non si tratta solo di un aiuto economico, ma di una forma di fiducia profonda nei confronti dell’organizzazione e della sua missione. È grazie a questa fiducia che possono nascere progetti che cambiano radicalmente la vita delle persone. Come è accaduto, ad esempio, nel villaggio rurale di Kholowa, nell’est dello Zambia.

Lì, grazie a un lascito a UNICEF, è stato possibile realizzare un centro comunitario – l’Insaka Community Centre – che oggi rappresenta un punto di riferimento per l’intera comunità. Un luogo dove le madri possono ricevere informazioni fondamentali sull’alimentazione dei loro bambini, sull’igiene, sull’importanza dell’acqua sicura. Dove i più piccoli possono crescere in salute, evitando malattie che ancora oggi mettono a rischio la vita di molti. E dove i ragazzi possono studiare, acquisire competenze e avere accesso a strumenti tecnologici e a un’istruzione di qualità, persino al calare del sole, grazie all’uso dell’energia solare.

“È un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo dei bambini e della comunità – afferma Stefania – e continuerà a offrire servizi essenziali anche alle generazioni future.”

 

Le storie di chi sceglie di fare un testamento solidale

Dietro ogni testamento solidale c’è sempre una motivazione profonda, spesso legata a esperienze personali che spingono a trasformare il dolore o l’amore in un gesto duraturo. Chi sceglie di fare un lascito è spinto da un senso di responsabilità verso chi è più fragile, in particolare verso i bambini, che spesso sono i primi a subire le conseguenze di guerre, povertà o emergenze.

Tra le tante storie raccolte nel tempo, ce n’è una che racconta con forza il significato più autentico di un lascito: una donna, dopo la perdita improvvisa del figlio e, poco dopo, del marito, ha trovato un modo per reagire al vuoto lasciato da quelle assenze. La scelta di destinare tutto il suo patrimonio a UNICEF non è stata solo un gesto di solidarietà, ma anche un modo per continuare a prendersi cura della vita, trasformando il dolore in speranza.

È in storie come questa che si coglie tutto il senso di un testamento solidale: un’eredità che parla di amore, resilienza e futuro.

 

Una scelta che guarda al futuro

Scegliere di fare un lascito solidale significa lasciare un’impronta che va oltre la vita, contribuendo a costruire un domani migliore per chi verrà dopo di noi. È un gesto semplice, ma capace di sostenere progetti concreti, di rispondere ai bisogni reali del momento e di accompagnare le generazioni future lungo il loro percorso di crescita.

Un testamento solidale è, in fondo, una promessa che continua. Un modo per esserci, anche domani.

 

Photo by Unicef Zambia.