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Erede o Legatario: Che Differenza C’è in un Lascito Solidale?

Quando si decide di includere un’associazione o una fondazione nel proprio testamento, capita spesso di imbattersi in due termini che sembrano sinonimi ma non lo sono: erede e legatario. La differenza non è solo tecnica: scegliere l’una o l’altra formula cambia il modo in cui il patrimonio verrà distribuito e permette di calibrare il proprio lascito solidale in base ai desideri personali, senza intaccare i diritti dei familiari più stretti.

 

Che cos’è un testamento e perché parlarne per tempo

Il testamento è l’atto con cui una persona dispone, in tutto o in parte, dei propri beni per il tempo successivo alla propria morte. Attraverso questo documento, chi lo scrive ha la certezza che la propria volontà verrà rispettata e che il patrimonio sarà attribuito esattamente come indicato. È proprio all’interno del testamento che si stabilisce se un’associazione verrà nominata come erede o come legataria.

 

Chi è l’erede in un testamento solidale

L’erede è il successore “a titolo universale”: subentra al testatore nella titolarità dell’intero patrimonio ereditario, oppure di una quota di esso. Quando un’associazione viene nominata erede in un testamento solidale, riceve quindi una parte, anche consistente, del patrimonio complessivo, e non un singolo bene isolato.

 

Chi è il legatario e cos’è il “legato”

Il legatario è invece un successore “a titolo particolare”: attraverso una disposizione specifica del testamento, chiamata legato, riceve un bene preciso o un diritto patrimoniale determinato. Un esempio tipico è quello di una persona che nomina un familiare come erede universale e, allo stesso tempo, dispone un legato a favore di un’organizzazione non profit, ad esempio una somma di denaro, un immobile o un titolo di investimento.

 

Erede o legatario: quale scegliere per il proprio lascito solidale

Non esiste una formula “più giusta” in assoluto: dipende da cosa si desidera lasciare e a chi. In un testamento solidale, una o più associazioni possono essere indicate come eredi oppure come legatarie, anche contemporaneamente, nelle stesse proporzioni o in quote diverse, oppure ricevendo ciascuna beni specifici. Chi desidera destinare una parte più ampia del proprio patrimonio a una causa può scegliere la formula dell’eredità; chi preferisce lasciare un bene puntuale, come una casa, una somma di denaro o un gioiello, può optare per il legato, riservando il resto del patrimonio ai propri cari.

 

Un lascito può essere vincolato a un progetto specifico

Sia nel caso dell’eredità sia in quello del legato, è possibile apporre alla disposizione testamentaria un onere, cioè un vero e proprio obbligo per l’ente beneficiario riguardo all’utilizzo dei beni ricevuti. Chi lo desidera può, ad esempio, indicare che il proprio lascito venga impiegato per un progetto specifico dell’associazione, personalizzando così il proprio gesto di solidarietà e mantenendo un legame diretto con la causa che più gli sta a cuore.

 

In entrambi i casi, i diritti dei familiari restano tutelati

Sia che un’associazione venga nominata erede sia che venga nominata legataria, la legge italiana protegge sempre la quota riservata ai familiari più stretti, i cosiddetti legittimari: coniuge, figli e, in loro assenza, genitori o ascendenti. Un lascito solidale non lede quindi in alcun modo i diritti legittimi dei propri cari: riguarda esclusivamente la parte di patrimonio di cui il testatore può disporre liberamente.

 

Indicare con precisione l’associazione e i beni del lascito

Qualunque sia la formula scelta, è fondamentale che sia l’ente beneficiario sia i beni oggetto del lascito vengano individuati con chiarezza nel testamento, per evitare contestazioni future. Come sottolinea la notaia Monica De Paoli, “è importante che sia gli enti sia i beni siano correttamente individuati nel testamento”. Per questo è sempre consigliabile farsi accompagnare da un notaio, anche quando si opta per un testamento scritto autonomamente: è la figura professionale più competente in materia testamentaria e può indicare la soluzione più adatta a ogni situazione familiare e patrimoniale.