La legittima a chi spetta: come fare un lascito solidale senza penalizzare i tuoi eredi
Quando si pensa di includere nel proprio testamento un’organizzazione non profit, la prima domanda che sorge spontanea è quasi sempre la stessa: e i miei figli? E mio marito, mia moglie? È una preoccupazione comprensibile, e anche profondamente umana. La buona notizia è che la legge italiana ha già pensato a tutto: il lascito solidale e la tutela dei propri cari non solo possono coesistere, ma sono progettati per farlo.
Cos’è la quota legittima e a chi spetta
La legittima, chiamata anche “quota di riserva”, è la parte di eredità che la legge italiana riserva automaticamente agli eredi più stretti, indipendentemente da ciò che il testatore scrive nel suo testamento. Non può essere toccata, ridotta o aggirata da nessuna disposizione testamentaria.
A chi spetta la legittima? Ai cosiddetti legittimari: il coniuge o il soggetto unito civilmente, i figli e i discendenti e, in loro assenza, i genitori o gli ascendenti. La quota esatta varia in base alla composizione del nucleo familiare: più sono i legittimari, più ampia sarà la porzione loro riservata.
Tutto ciò che rimane oltre questa quota prende il nome di quota disponibile: è quella parte del patrimonio di cui il testatore può disporre liberamente, scegliendo di destinarla a chi desidera, anche a un’organizzazione non profit.
Lascito fatto con testamento: cosa significa e come funziona
Un lascito fatto con testamento è una disposizione con cui si indica, all’interno del proprio testamento, uno o più enti beneficiari (associazioni, fondazioni, organizzazioni non profit) cui destinare una parte del proprio patrimonio. Può trattarsi di denaro, immobili, titoli, opere d’arte, polizze vita, gioielli: la legge non pone limitazioni sui beni, purché essi rientrino nella quota disponibile.
Esistono tre forme di testamento valide in Italia. Il testamento olografo, scritto interamente a mano, datato e firmato dal testatore, è la forma più semplice e non richiede la presenza di un notaio per la redazione, anche se il suo supporto rimane sempre consigliato. Il testamento pubblico viene redatto dal notaio alla presenza di due testimoni ed è depositato negli archivi notarili. Il testamento segreto, infine, garantisce la massima riservatezza: il contenuto resta ignoto fino all’apertura della successione.
Qualunque forma si scelga, il testamento può essere modificato o revocato in qualsiasi momento, fino all’ultimo giorno di vita.
Quota disponibile e lascito solidale: due concetti che vanno a braccetto
Comprendere la distinzione tra quota legittima e quota disponibile è il primo passo per avvicinarsi al lascito solidale con serenità. Il messaggio è chiaro: fare un lascito solidale non significa privare i propri cari di ciò che spetta loro per legge. Significa scegliere come impiegare quella parte di patrimonio di cui si è liberi di disporre.
E quella parte può fare una differenza enorme. Le organizzazioni del Comitato Testamento Solidale costruiscono grazie ai lasciti i loro progetti più ambiziosi: nuove strutture, strumenti innovativi, programmi che richiedono un orizzonte temporale lungo. Ciò che per un singolo individuo è una quota del proprio patrimonio, per un’associazione può essere il motore di un cambiamento concreto.
Un piccolo lascito può fare una grande differenza
Non servono grandi patrimoni per lasciare un segno e dare il via a un cambiamento positivo nel mondo e nella società. Anche un lascito modesto, se inserito nella quota disponibile con consapevolezza, può finanziare un progetto di ricerca, sostenere famiglie in difficoltà, contribuire alla tutela dell’ambiente o alla difesa dei diritti civili. Capire a chi spetta la legittima, e quindi quanta libertà si ha nel disporre del resto, è il punto di partenza per una scelta autentica, meditata, e in piena armonia con i propri affetti.