Piantina che nasce. Il lascito si attiva quando si è in vita, ma si concretizza dopo.

Lascito: cos’è, significato e come funziona il lascito testamentario

C’è una parola che, nel vocabolario della generosità, porta con sé un peso particolare: lascito. Non è solo un termine giuridico, anche se lo è a tutti gli effetti. È la possibilità concreta di decidere, mentre si è ancora in vita, che una parte di ciò che si è costruito continui a fare del bene anche quando non ci saremo più. Un gesto che, per sua natura, appartiene al futuro.

 

Lascito testamentario: il significato di un dono che attraversa il tempo

Il lascito testamentario è una disposizione inserita nel testamento con cui si destina un bene, o una quota del proprio patrimonio, a una persona fisica o a un’organizzazione. Chi riceve un lascito è detto “legatario”, e acquisisce il diritto a uno specifico bene o diritto patrimoniale, non all’intero patrimonio del defunto: questa è la differenza rispetto all’eredità, che riguarda invece il patrimonio nella sua totalità o in una quota di esso.

Ma il lascito è anche qualcosa di più di una fredda formula legale. Ha una dimensione temporale che lo distingue da qualsiasi altro tipo di dono: si attiva quando si è in vita, ma si concretizza dopo. E per questo porta con sé qualcosa di unico: ciò che si lascia diventa una traccia di chi dona, un prolungamento nel tempo di valori e scelte personali.

 

Cosa si può lasciare con un lascito testamentario

Uno degli aspetti meno conosciuti del lascito è la varietà di beni che possono essere destinati. Non solo denaro, quindi, ma anche immobili e terreni, azioni e titoli di investimento, opere d’arte, gioielli e arredi, e perfino polizze assicurative sulla vita. Nel caso di queste ultime, è possibile indicare direttamente come beneficiario un ente non profit, senza necessità di passare per il testamento: uno strumento sempre più apprezzato per la sua semplicità.

Chi fa un lascito può anche specificare nel testamento la destinazione dei beni, indicando che vengano impiegati per un progetto preciso. Questa disposizione, chiamata “onere”, trasforma il lascito in un vero e proprio mandato: non solo un trasferimento di beni, ma l’indicazione esplicita di cosa farne.

 

Erede o legatario: quale differenza

Nel diritto italiano, chi riceve per testamento può avere due ruoli distinti. L’erede subentra nell’intero patrimonio del defunto, o in una sua quota: è il successore a titolo universale. Il legatario riceve invece un bene o un diritto specifico, senza assumere la posizione complessiva dell’erede. Nel caso di un lascito solidale a un’organizzazione non profit, l’ente può essere nominato sia come erede che come legatario, a seconda della volontà del testatore e della struttura complessiva del testamento.

 

Lascito o donazione in vita: qual è la differenza?

Spesso si confondono due strumenti distinti. La donazione in vita è un atto notarile che produce effetti immediati: i beni vengono trasferiti subito al beneficiario, mentre il donante è ancora in vita. Il lascito testamentario produce invece i suoi effetti solo dopo il decesso di chi lo dispone.

I due strumenti non si escludono affatto. Non è raro che chi ha già sostenuto in vita un’organizzazione decida poi di inserirla anche nel proprio testamento. La continuità del rapporto con una realtà in cui si crede è spesso proprio l’elemento che spinge verso questa scelta.

 

Il lascito solidale: un gesto alla portata di tutti

Una convinzione ancora diffusa è che fare un lascito riguardi solo chi dispone di grandi patrimoni. Non è così. Non esiste un importo minimo: ogni lascito, anche piccolo, ha valore concreto. Tra le organizzazioni aderenti al Comitato Testamento Solidale, la rete italiana che riunisce decine di realtà non profit impegnate a diffondere la cultura del lascito solidale, solo una su tre ha ricevuto lasciti superiori ai 50.000 euro. La maggior parte degli importi è molto più contenuta, ma non per questo meno preziosa e vitale per dare continuità ai molti progetti che ciascuna gestisce.

Il testamento, inoltre, è sempre revocabile: si può disporre un lascito oggi e modificarlo in qualsiasi momento, semplicemente aggiornando le proprie disposizioni testamentarie. Nessun vincolo definitivo, nessuna rinuncia irreversibile. Solo la libertà di lasciare, con la stessa libertà di ripensarci.