bambina mutilatina. Fondazione Don Carlo Gnocchi

Fondazione Don Carlo Gnocchi: un lascito per il progresso

Fondata da don Carlo Gnocchi per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale a mutilatini e poliomielitici, la Fondazione ha ampliato nel tempo il proprio raggio d’azione e la propria attività per rispondere ai bisogni emergenti delle persone più fragili.

Da fine 2018 all’Irccs Santa Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi di Milano è attivo un reparto per la presa in carico di pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite. «Un progetto che la Fondazione aveva in mente da tempo e che grazie a un importante lascito ha potuto realizzare», spiega il dottor Jorge Navarro, responsabile del reparto. «Prima, in questi spazi, c’era la riabilitazione neurologica, ma grazie al lascito di 300mila euro della famiglia di Alba si è potuto realizzare un nucleo specifico e soprattutto acquisire le attrezzature più moderne e potenziare il personale dedicato», osserva Navarro. In un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), sono una cinquantina in Italia, «è importantissimo avere un reparto come questo», sottolinea.

 

Un’accoglienza ad hoc garantita da un lascito alla Don Carlo Gnocchi

I pazienti ricoverati nel reparto sono tutti ad alta complessità: «Sono persone che sono rimaste in coma per un tempo prolungato e hanno riportato delle cerebrolesioni. Spesso arrivano da noi con disabilità motorie e cognitive, con disordine di coscienza e per poterli accogliere è necessario avere attrezzature e un’organizzazione ad hoc», continua il responsabile del reparto.
Qui, grazie a un lascito, la Fondazione ora accoglie 13 pazienti nell’unità a maggior carico e altri 12 nell’area riabilitativa. «I pazienti sono monitorati H24, grazie anche alle risorse tecnologiche acquistate. Dall’isola infermieristica la video sorveglianza è continua. Il reparto è dotato anche di verticalizzatori elettrici ed altri apparecchi necessari alla riabilitazione», illustra Navarro.

 

Un piccolo gesto che aiuta molte persone

Accanto alla strumentazione, fondamentale è anche l’équipe assegnata al reparto che può contare su quattro medici, tra cui due neurologi e un fisiatra, fisioterapisti, logopedisti, un terapista occupazionale, un neuropsichiatra e uno psicologo clinico, infermieri e Oss.

«L’équipe dedicata ad alta specializzazione è composta da 35 operatori, perché il nostro reparto funziona come se i pazienti fossero ancora in rianimazione ma il nostro focus è puntato sulla loro riabilitazione», prosegue Navarro, per il quale a fare la differenza è stata proprio l’importante donazione che ha permesso «di offrire ai nostri pazienti il meglio, in una città come Milano». Il dipartimento per la cura e la riabilitazione delle gravi cerebrolesioni acquisite della Fondazione Don Gnocchi, di cui fa parte il reparto milanese, ha nove unità distribuite in tutta Italia, con 120 posti letto e accoglie, ogni anno, circa 400 pazienti.