Maura Gancitano di TLON

Il lascito solidale è donna: l’intervista a Maura Gancitano

Nessuna provocazione. Il lascito solidale è donna e ce lo dicono i numeri. Basandoci sull’esperienza delle 28 organizzazioni che compongono il nostro Comitato, abbiamo appurato come nel 70% dei casi i lasciti testamentari sono fatti da donne. Ma come mai questa tendenza? Ne abbiamo parlato con Maura Gancitano, filosofa, saggista e autrice, con Andrea Colamedici, del progetto di divulgazione Tlon.

 

Lascito solidale femminile: una questione culturale

La propensione verso la cura è da sempre stata una prerogativa quasi esclusivamente femminile; quindi, non stupisce il fatto che la stipula dei testamenti solidali presenti uno sbilanciamento totale verso la donna.

“Le donne si sono sempre fatte carico dei ruoli di cura e supporto nelle comunità – ci spiega Maura Gancitano – e forse per questo si avvicinano più spesso al lascito solidale: sono consapevoli di quanto siamo interdipendenti e quanto conti essere responsabili nei confronti degli altri. Questa consapevolezza non è una questione naturale o biologica, ma una questione d’esperienza: il carico dei lavori di cura e le difficoltà economiche affrontate dalle donne mostrano con chiarezza la necessità di scegliere la solidarietà come uno dei valori portanti della società”.

 

La cura è per tutti

Sembra una questione di genere, ma non lo è. Quantomeno non in senso strettamente biologico. Le donne non hanno una maggiore propensione al lascito solidale perché sono naturalmente più “buone” degli uomini, ma per motivi di sviluppo sociale e culturale.

L’educazione impartita negli anni “ha spinto gli uomini a dover rispettare certi standard, contenuti sociali che hanno molto a che fare con l’accumulare denaro – ha affermato la Gancitano in un’intervista con Nadia Ferrigo de La Stampa – Ma così si perde il senso di poter essere utili in una dimensione collettiva. Gli uomini non sono educati alla cura, quasi come avessero una carenza biologica oppure qualche cosa che non sono capaci di sviluppare”.

L’inversione di rotta sarebbe la soluzione individuata da Maura Gancitano che spiega: “Oggi occorre che la cura non sia più associata unicamente al genere femminile, ma che diventi una questione umana, e che quindi possa spingere sempre più persone a compiere scelte come il testamento solidale.”

 

*fotografia di copertina di Rino Bianchi