Progetto Arca: campagna Illumina il Natale dei senzatetto

Progetto Arca: un lascito che scalda il cuore

Il Progetto Arca, dal 1994, porta aiuto concreto a persone senza dimora, famiglie in emergenza abitativa, persone con problemi di dipendenza, migranti in fuga da guerre e povertà. Da ormai 30 anni, la Fondazione si prende cura di chi, specie in periodi come questo natalizio, non ha a disposizione un rifugio caldo e la sicurezza dei propri affetti. Ed è incredibile pensare come alcuni affetti siano talmente importanti da non volervi rinunciare, neanche di fronte alla possibilità di un tetto sopra la testa.

 

Un lascito solidale al Progetto Arca, per non lasciare indietro nessuno

È quello che ha colpito maggiormente Mauro Servigi, residente a Fano, nelle Marche. Ed è per questo che, grazie al suo lascito solidale al Progetto Arca, a Baggio nella periferia di Milano, è attiva e funzionante Cascina Vita Nova – Giorgina Venosta. Si tratta di un luogo che accoglie in appartamento le persone senza dimora con i propri animali.

Mauro Servigi aveva a cuore le persone in difficoltà, quando ha letto del progetto ne abbiamo parlato a lungo», racconta l’avvocato Giovanni Solazzi, suo esecutore testamentario. «Era rimasto molto colpito dal fatto che ci fossero persone che rifiutassero di andare in strutture di accoglienza per non abbandonare il proprio animale”, prosegue l’avvocato, «perché, nella sua lunga vita, aveva avuto dei gatti per diversi anni e anche un cane che, quando se ne andò, gli dette un dolore grandissimo.

A conquistarlo è stato il fatto che il progetto della Cascina mettesse insieme due aspetti molto umani: da un lato aiutava le persone in difficoltà, offrendo loro un rifugio, dall’altra, teneva conto dell’importanza di un animale nella vita di chi è solo, senza liquidare questa cosa come un tema di secondo piano rispetto ad altri bisogni”.

 

Una lunga vita che ne arricchisce altre

Mauro Servigi se ne è andato, a metà del 2020, a 94 anni: «Era lucidissimo e anche molto preciso: per tutta la vita ha fatto il geometra», ricorda. “Credo che quando è venuto a sapere del progetto della Cascina sia andato dal notaio vicino a casa. Prima della sua morte, nessuno sapeva chi fossero i destinatari dei suoi lasciti. Per la grande fiducia che c’era tra noi, mi ha nominato suo esecutore. Il nostro era un rapporto che andava oltre quello professionale”, confida.

Che quel progetto legato all’accoglienza di homeless e animali di cui avevano a lungo parlato avesse tanto colpito l’anziano amico da inserirlo nel suo testamento, anche Solazzi lo ha scoperto soltanto dopo: “Ma i segnali c’erano Mauro aveva voluto sapere tutto, aveva cercato informazioni e materiali. È un progetto che gli aveva aperto il cuore. Vivo anch’io con alcuni animali, ci intendevamo benissimo”.

Fondazione Progetto Arca non è stata l’unica destinataria dei beni: “Era una persona generosa e attenta al sociale, si è ricordato anche di altre realtà ma ha voluto sostenere in maniera consistente Progetto Arca proprio per contribuire a una rapida ristrutturazione della Cascina. Da parte mia ho dato esecuzione alle sue volontà nei più brevi tempi possibili e, da parte di Progetto Arca, ho ricevuto una grande collaborazione”.

Persone come Mauro ci ricordano che il testamento solidale ha un vero impatto sulla vita di molti. La stessa persona che in questo momento patisce il freddo e magari rifiuta una sistemazione più sicura per non rinunciare al suo animale domani potrebbe passare un Natale al caldo grazie ad un piccolo gesto. Fai la tua parte!