Quanto Costa Fare un Testamento Solidale? Tasse e Imposte da Sapere

Uno dei dubbi più comuni tra chi valuta un lascito solidale riguarda i costi: quanto costa fare testamento, quali tasse si pagano, e se convenga davvero rispetto ad altre forme di trasmissione del patrimonio. La buona notizia è che l’ordinamento italiano prevede condizioni particolarmente favorevoli per chi sceglie di destinare parte dei propri beni a un ente non profit, e che i costi per redigere un testamento sono in genere più contenuti di quanto si immagini.

 

Quanto costa fare un testamento solidale: la risposta breve

Non esiste un costo unitario valido per tutte le situazioni: dipende dalla natura e dall’entità del lascito, oltre che dalla complessità dell’asse ereditario da trasmettere. Per una pratica ordinaria, però, si parla di cifre modiche, probabilmente inferiori a quanto molti immaginano. Non è necessario disporre di un grande patrimonio per fare un testamento solidale: ogni donazione, anche piccola, è preziosa per sostenere il lavoro quotidiano di un’organizzazione non profit.

 

Le imposte sul lascito solidale: perché gli enti non profit non pagano nulla

Sui lasciti solidali, l’ente beneficiario non paga alcuna imposta di successione, nei limiti e con le modalità previste dal Testo Unico delle successioni e donazioni e dal Codice del Terzo Settore. Questo significa che il valore del lascito viene impiegato interamente in progetti di interesse comune, senza che una parte venga trattenuta dal fisco: una condizione che rende il testamento solidale una scelta particolarmente efficiente dal punto di vista fiscale.

 

Il confronto con l’imposta di successione per coniuge e figli

Si tratta di una condizione fiscale privilegiata rispetto a quella riservata ai familiari: coniuge e figli, infatti, pagano un’imposta di successione del 4%, con una franchigia di un milione di euro. Un’organizzazione non profit, invece, riceve il lascito senza alcuna trattenuta fiscale, qualunque sia l’importo destinato.

 

Testamento olografo o pubblico: cosa cambia nei costi

Il costo pratico di un testamento dipende anche dalla forma scelta. Il testamento olografo va scritto interamente a mano dal testatore, con data e firma, e può essere conservato personalmente oppure affidato a un notaio di fiducia; il testamento pubblico, invece, viene redatto direttamente da un notaio, alla presenza di due testimoni. In entrambi i casi, farsi accompagnare da un notaio resta il modo migliore per evitare errori formali e per avere la certezza che le proprie volontà vengano rispettate.

 

Perché conviene parlarne con un notaio fin da subito

Anche quando il costo sembra un ostacolo, pianificare per tempo la destinazione del proprio patrimonio, anche con finalità solidali, resta una scelta di civiltà che aiuta a evitare futuri conflitti tra gli eredi. Rivolgersi a un notaio fin dalle prime fasi permette di valutare con chiarezza tutte le opzioni disponibili, comprese quelle più adatte alla propria situazione familiare e patrimoniale, senza sorprese in termini di costi o di tempistiche.

 

Un piccolo lascito può fare una grande differenza

Non occorrono ingenti patrimoni per sostenere il lavoro quotidiano delle associazioni impegnate nelle più importanti cause umanitarie e scientifiche: anche un piccolo lascito può fare la differenza. Ciò che conta davvero non è la cifra, ma la scelta di destinare anche solo una parte del proprio patrimonio, la cosiddetta quota disponibile, a un progetto in cui si crede.

 

Le volontà testamentarie restano sempre modificabili

Un ultimo aspetto da considerare riguarda la flessibilità di questo strumento: qualsiasi sia il tipo di testamento scelto, le disposizioni testamentarie possono essere revocate, modificate o aggiornate più volte, fino all’ultimo momento di vita, senza costi aggiuntivi rilevanti e senza che vengano in alcun modo lesi i diritti legittimi dei propri familiari. Questo rende il testamento solidale una scelta libera da vincoli definitivi, che si può sempre rivedere nel tempo.

Lasciti solidali: in Europa cresce la generosità testamentaria. Italia in linea con il trend: aumento costante tra 2020 e 2024

Dalla Francia alla Germania, dal Regno Unito alla Spagna, dal Belgio ai Paesi Bassi fino all’Austria, i lasciti solidali si confermano una risorsa sempre più strategica per il Non Profit europeo. Una nuova analisi internazionale, promossa dal Comitato Testamento Solidale tra alcune delle principali associazioni europee impegnate nella cultura del legacy giving, mostra una crescita diffusa del fenomeno e un ampliamento del profilo dei donatori. Anche in Italia il trend è positivo: tra il 2020 e il 2024 è cresciuta dal 61% al 77% la quota di organizzazioni che hanno ricevuto almeno un lascito solidale.

In Europa il lascito solidale cresce, si consolida e diventa una leva sempre più importante per il futuro del Terzo Settore. È quanto emerge da una nuova indagine internazionale promossa dal Comitato Testamento Solidale, in collaborazione con Legavision, la rete internazionale che riunisce oltre 25 realtà – dall’Australasia all’Europa agli Stati Uniti – impegnate nella promozione e sensibilizzazione sulle donazioni testamentarie. L’analisi coinvolge alcune delle principali realtà europee impegnate nella diffusione della cultura del legacy giving: Remember A Charity (UK), Testament Solidaire (Francia), HaZTestamentoSolidario.org (Spagna), Nachlass-Netzwerk gemeinnützige UG (Germania), Testament.be (Belgio), Artsen zonder Grenzen (Paesi Bassi) e Forget me Not (Austria). Uno scenario che conferma quanto rilevato in Italia con la ricerca 2025 del Comitato, che evidenzia una crescita significativa del fenomeno nel Terzo Settore italiano.

REGNO UNITO CAPOFILA, MA LA CRESCITA RIGUARDA TUTTA EUROPA

Negli ultimi dieci anni l’importanza dei lasciti solidali per la raccolta fondi è cresciuta in modo significativo in tutta Europa. In Francia e in Belgio l’incremento registrato è del 20%, mentre Germania, Spagna e Paesi Bassi segnano una crescita di almeno il 50%. Ancora più marcato il dato dell’Austria, dove il peso dei lasciti solidali è raddoppiato (+100%) nell’arco di un decennio. Un trend che conferma come la solidarietà testamentaria stia diventando una risorsa sempre più strategica per il Non Profit europeo. E se si allarga lo sguardo a un periodo più lungo, il caso del Regno Unito mostra le potenzialità di questo fenomeno: dal 1992 al 2025 il valore delle donazioni testamentarie è aumentato del 400%, fino a rappresentare oggi circa il 30% delle entrate da fundraising delle mille maggiori organizzazioni benefiche del Paese che ricevono i maggiori introiti da lasciti.

Lucinda Frostick, Director di Remember A Charity – la campagna nazionale del Regno Unito per promuovere i lasciti solidali – afferma: “Da oltre 25 anni lavoriamo per far crescere il lascito solidale nel Regno Unito e, durante questo periodo, i lasciti a favore di cause benefiche sono diventati non solo un modo profondamente significativo per le persone di sostenere le cause che stanno loro più a cuore in tutto il Paese, ma anche una fonte di entrate fondamentale che ha permesso alle organizzazioni benefiche di continuare a operare in tempi economici sempre più difficili. La collaborazione ci dà una voce più forte e collettiva, generando un impatto duraturo per le comunità e le future generazioni. Questo studio sottolinea la crescente importanza e il valore delle entrate derivanti dai lasciti per sostenere le buone cause a livello internazionale. Ed è per questo che il lavoro del Comitato Testamento Solidale è così importante per il futuro del settore non profit italiano“.

In prospettiva, in tutti i Paesi europei si prevedono ulteriori crescite a doppia cifra dei lasciti solidali nei prossimi 5/10 anni: l’indagine rileva previsioni del +50% in Germania e Austria, +20/50% in Belgio e Paesi Bassi; +10/20% in UK e Spagna. Ricordano Elly Lont e Lena Vizy, coordinatrici di Legavision: “La crescita dei lasciti solidali in Europa conferma che questa forma di generosità sta diventando una leva sempre più strategica per il futuro del settore non profit. In qualità di rete globale che riunisce le principali campagne dedicate al lascito solidale, Legavision osserva quanto siano fondamentali informazione, collaborazione e fiducia per aiutare le persone a comprendere che una donazione testamentaria è una scelta accessibile a tutti e un modo concreto per far vivere i propri valori anche nel futuro. Il confronto tra i diversi Paesi dimostra che quando le organizzazioni lavorano insieme per promuovere la cultura del lascito, la consapevolezza dei cittadini cresce in modo significativo, generando un impatto positivo straordinario nella costruzione di un mondo migliore, più umano, sostenibile e pacifico per le future generazioni.

ANCHE IN ITALIA CRESCE IL PESO DEI LASCITI NEL NON PROFIT

I dati italiani raccolti dal Comitato Testamento Solidale mostrano una traiettoria coerente con il resto d’Europa. Tra il 2020 e il 2024 cresce infatti di 16 punti percentuali la quota di organizzazioni non profit che hanno ricevuto almeno un lascito solidale, passando dal 61% al 77%.

Aumenta anche il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi degli enti: dall’8% del 2020 al 14% del 2024, quasi il doppio in cinque anni.

Il confronto europeo ci dice con chiarezza che il lascito solidale sta diventando ovunque una forma sempre più importante di partecipazione civica e di sostegno al bene comune“, commenta Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale. “Anche in Italia osserviamo una crescita concreta e strutturale del fenomeno, favorita da una maggiore consapevolezza culturale e da un progressivo superamento di molti pregiudizi, anche grazie all’azione di sensibilizzazione sul tema che il Comitato e gli Enti del Terzo Settore compiono da anni, per informare l’opinione pubblica.

CAMBIA IL PROFILO DEI DONATORI: PIÙ GIOVANI E PIÙ FAMIGLIE COINVOLTE

L’analisi europea evidenzia anche un’evoluzione del profilo di chi sceglie di fare un lascito solidale. Se nella maggior parte dei Paesi i donatori restano prevalentemente over 65, donne e senza eredi diretti, nei contesti in cui il fenomeno è più diffuso – come il Regno Unitosi abbassa progressivamente l’età media dei testatori e aumenta il numero delle persone con figli che scelgono di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa benefica.

Una tendenza che trova riscontro anche nel nostro Paese, dove il lascito solidale è sempre più percepito come una scelta compatibile con la tutela della famiglia e con la trasmissione dei propri valori alle nuove generazioni. Secondo la ricerca italiana del Comitato, infatti, il 68% degli italiani coinvolgerebbe i propri familiari nella decisione di fare un lascito solidale, confermando la dimensione sempre più “familiare” e condivisa di questa scelta. “Con le nostre ricerche, sviluppate anno per anno, come Comitato abbiamo visto crescere la cultura del lascito, che oggi sempre più viene vissuto come una scelta valoriale, che spesso coinvolge l’intera famiglia in un percorso consapevole che diventa anche trasmissione di valori e di visione” spiega Bartoli.

INFORMAZIONE E CULTURA RESTANO LE GRANDI SFIDE

Nonostante la crescita del fenomeno, in tutta Europa restano forti alcune barriere culturali: il timore che un lascito possa togliere qualcosa ai propri cari, il tabù della morte, la percezione di complessità burocratiche e la scarsa conoscenza dello strumento.

Per questo, sottolinea il network europeo delle associazioni coinvolte, la comunicazione e l’informazione continuano ad avere un ruolo decisivo. In tutti i Paesi analizzati, le organizzazioni investono sempre più in attività di sensibilizzazione, campagne informative, eventi pubblici, webinar e collaborazione con notai e professionisti.

Il lascito solidale non è una scelta riservata a grandi patrimoni“, conclude Bartoli. “È un gesto possibile anche attraverso contributi piccoli o medi, frutto di una vita normale, che può però generare un impatto concreto e duraturo per la ricerca scientifica, l’assistenza, i diritti, la tutela dell’ambiente e il sostegno alle persone più fragili. In tutta Europa sta crescendo la consapevolezza che lasciare qualcosa agli altri significhi, in fondo, lasciare una parte dei propri valori e della propria idea di futuro.”

Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, è impegnato da oltre un decennio nel coinvolgimento del mondo del Non Profit in importanti attività di studio del settore, di informazione e di sensibilizzazione. Attualmente il Comitato conta 29 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Croce Rossa Italiana, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, Oxfam, San Patrignano, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS, WWF.

Lascito: cos’è, significato e come funziona il lascito testamentario

C’è una parola che, nel vocabolario della generosità, porta con sé un peso particolare: lascito. Non è solo un termine giuridico, anche se lo è a tutti gli effetti. È la possibilità concreta di decidere, mentre si è ancora in vita, che una parte di ciò che si è costruito continui a fare del bene anche quando non ci saremo più. Un gesto che, per sua natura, appartiene al futuro.

 

Lascito testamentario: il significato di un dono che attraversa il tempo

Il lascito testamentario è una disposizione inserita nel testamento con cui si destina un bene, o una quota del proprio patrimonio, a una persona fisica o a un’organizzazione. Chi riceve un lascito è detto “legatario”, e acquisisce il diritto a uno specifico bene o diritto patrimoniale, non all’intero patrimonio del defunto: questa è la differenza rispetto all’eredità, che riguarda invece il patrimonio nella sua totalità o in una quota di esso.

Ma il lascito è anche qualcosa di più di una fredda formula legale. Ha una dimensione temporale che lo distingue da qualsiasi altro tipo di dono: si attiva quando si è in vita, ma si concretizza dopo. E per questo porta con sé qualcosa di unico: ciò che si lascia diventa una traccia di chi dona, un prolungamento nel tempo di valori e scelte personali.

 

Cosa si può lasciare con un lascito testamentario

Uno degli aspetti meno conosciuti del lascito è la varietà di beni che possono essere destinati. Non solo denaro, quindi, ma anche immobili e terreni, azioni e titoli di investimento, opere d’arte, gioielli e arredi, e perfino polizze assicurative sulla vita. Nel caso di queste ultime, è possibile indicare direttamente come beneficiario un ente non profit, senza necessità di passare per il testamento: uno strumento sempre più apprezzato per la sua semplicità.

Chi fa un lascito può anche specificare nel testamento la destinazione dei beni, indicando che vengano impiegati per un progetto preciso. Questa disposizione, chiamata “onere”, trasforma il lascito in un vero e proprio mandato: non solo un trasferimento di beni, ma l’indicazione esplicita di cosa farne.

 

Erede o legatario: quale differenza

Nel diritto italiano, chi riceve per testamento può avere due ruoli distinti. L’erede subentra nell’intero patrimonio del defunto, o in una sua quota: è il successore a titolo universale. Il legatario riceve invece un bene o un diritto specifico, senza assumere la posizione complessiva dell’erede. Nel caso di un lascito solidale a un’organizzazione non profit, l’ente può essere nominato sia come erede che come legatario, a seconda della volontà del testatore e della struttura complessiva del testamento.

 

Lascito o donazione in vita: qual è la differenza?

Spesso si confondono due strumenti distinti. La donazione in vita è un atto notarile che produce effetti immediati: i beni vengono trasferiti subito al beneficiario, mentre il donante è ancora in vita. Il lascito testamentario produce invece i suoi effetti solo dopo il decesso di chi lo dispone.

I due strumenti non si escludono affatto. Non è raro che chi ha già sostenuto in vita un’organizzazione decida poi di inserirla anche nel proprio testamento. La continuità del rapporto con una realtà in cui si crede è spesso proprio l’elemento che spinge verso questa scelta.

 

Il lascito solidale: un gesto alla portata di tutti

Una convinzione ancora diffusa è che fare un lascito riguardi solo chi dispone di grandi patrimoni. Non è così. Non esiste un importo minimo: ogni lascito, anche piccolo, ha valore concreto. Tra le organizzazioni aderenti al Comitato Testamento Solidale, la rete italiana che riunisce decine di realtà non profit impegnate a diffondere la cultura del lascito solidale, solo una su tre ha ricevuto lasciti superiori ai 50.000 euro. La maggior parte degli importi è molto più contenuta, ma non per questo meno preziosa e vitale per dare continuità ai molti progetti che ciascuna gestisce.

Il testamento, inoltre, è sempre revocabile: si può disporre un lascito oggi e modificarlo in qualsiasi momento, semplicemente aggiornando le proprie disposizioni testamentarie. Nessun vincolo definitivo, nessuna rinuncia irreversibile. Solo la libertà di lasciare, con la stessa libertà di ripensarci.

Lasciti testamentari a una onlus: come scegliere l’organizzazione giusta

Quando si decide di inserire nel proprio testamento un’organizzazione non profit, la prima domanda non è quasi mai di natura tecnica (come si fa?, cosa si scrive?). È piuttosto di natura prettamente umana, e cioè “a chi lo faccio?”.  Scegliere a chi affidare una parte di ciò che si è costruito nel corso di una vita è una decisione profondamente personale, che richiede riflessione. Ma ci sono criteri concreti che possono aiutare in questa delicata decisione.

Perché destinare un lascito testamentario a una onlus

Un lascito testamentario a un’organizzazione non profit ha caratteristiche che lo rendono particolarmente efficace. La prima è fiscale: a differenza degli eredi privati, che pagano un’imposta di successione del 4%, le organizzazioni non profit beneficiarie non pagano alcuna imposta di successione. Il valore del lascito viene impiegato integralmente per le finalità sociali dell’ente.
La seconda ragione è di impatto. Le organizzazioni del Terzo settore destinano i lasciti in modo diverso dalle donazioni ordinarie: ciò che ricevono non viene destinato alla gestione corrente e quotidiana, ma ai progetti più ambiziosi, quelli che richiedono visione di lungo periodo. Nuove strutture, ricerche scientifiche pluriennali, programmi di ampio respiro. I lasciti sono, per molte realtà, ciò che permette di pensare in grande.

 

I criteri che le persone usano davvero per scegliere

Non esiste una scelta giusta in assoluto: esiste quella giusta per se stessi e per se stesse. Secondo le ricerche condotte dal Comitato Testamento Solidale, i criteri che le persone ritengono più importanti nella scelta dell’organizzazione a cui destinare il proprio lascito sono, in ordine:

  • l’affidabilità nella gestione del denaro raccolto (per il 47% degli intervistati)
  • la trasparenza nella comunicazione dei risultati e dei bilanci (33%)
  • la continuità con donazioni già fatte in vita (31%)
  • l’efficacia degli interventi (29%)
  • la coerenza tra i progetti dell’organizzazione e i propri valori personali (25%)
  • Questi dati raccontano qualcosa di importante: la scelta non passa principalmente dalla notorietà o dalle dimensioni di un’organizzazione, ma da una relazione, spesso di lungo corso, costruita nel tempo. Chi sceglie di fare un lascito conosce già, di solito, l’ente a cui lo destina. E molti e molte lo hanno già sostenuto in vita.

 

Quanto pesano i lasciti per le organizzazioni non profit?

Per dare il senso dell’impatto reale: tra le organizzazioni aderenti al Comitato Testamento Solidale, quasi il 41% riceve lasciti che rappresentano tra il 5 e il 10% della raccolta fondi annua. Quasi il 19% supera il 10%. In alcuni casi, la quota raggiunge tra il 25 e il 50% dell’intera raccolta. Sono risorse che non si trovano facilmente altrove, e che le organizzazioni impiegano esattamente come chi ha donato avrebbe desiderato: per fare cose grandi, con visione e impegno.

 

Come indicare correttamente l’organizzazione beneficiaria

Una volta identificata l’organizzazione, è fondamentale che questa sia indicata nel testamento in modo chiaro e preciso: nome completo, codice fiscale e sede legale. Un’indicazione ambigua o incompleta può generare contestazioni che rallentano o, nei casi peggiori, impediscono l’esecuzione delle ultime volontà.
È possibile destinare il lascito a più organizzazioni, indicando quote diverse o assegnando a ciascuna beni specifici. In caso di testamento articolato, può essere utile nominare un esecutore testamentario: una persona di fiducia incaricata di garantire che le volontà vengano rispettate. Per qualsiasi dubbio sulla redazione, il consiglio è di consultare un notaio.

 

Un atto di fiducia con effetti nel tempo

Fare un lascito testamentario a un’organizzazione non profit non è solo un gesto generoso: è un atto di fiducia. Si affida a qualcun altro, in questo caso a un’istituzione e a un gruppo di persone con le quali si condividono valori cardinali, il compito di portare avanti qualcosa in cui si crede. Come emerge dalla ricerca del Comitato Testamento Solidale, “un lascito matura dentro una relazione diretta e personale. La persona deve sentirsi ingaggiata nei progetti e nella strategia dell’organizzazione.”
Il Comitato Testamento Solidale riunisce oggi decine di organizzazioni non profit impegnate in ambiti diversi: dalla ricerca scientifica alla cooperazione internazionale, dalla tutela dell’ambiente all’assistenza sociale. Una rete che esiste proprio per offrire a chi vuole fare un lascito un punto di riferimento affidabile e riconosciuto.

La legittima a chi spetta: come fare un lascito solidale senza penalizzare i tuoi eredi

Quando si pensa di includere nel proprio testamento un’organizzazione non profit, la prima domanda che sorge spontanea è quasi sempre la stessa: e i miei figli? E mio marito, mia moglie? È una preoccupazione comprensibile, e anche profondamente umana. La buona notizia è che la legge italiana ha già pensato a tutto: il lascito solidale e la tutela dei propri cari non solo possono coesistere, ma sono progettati per farlo.

 

Cos’è la quota legittima e a chi spetta

La legittima, chiamata anche “quota di riserva”, è la parte di eredità che la legge italiana riserva automaticamente agli eredi più stretti, indipendentemente da ciò che il testatore scrive nel suo testamento. Non può essere toccata, ridotta o aggirata da nessuna disposizione testamentaria.

A chi spetta la legittima? Ai cosiddetti legittimari: il coniuge o il soggetto unito civilmente, i figli e i discendenti e, in loro assenza, i genitori o gli ascendenti. La quota esatta varia in base alla composizione del nucleo familiare: più sono i legittimari, più ampia sarà la porzione loro riservata.

Tutto ciò che rimane oltre questa quota prende il nome di quota disponibile: è quella parte del patrimonio di cui il testatore può disporre liberamente, scegliendo di destinarla a chi desidera, anche a un’organizzazione non profit.

 

Lascito fatto con testamento: cosa significa e come funziona

Un lascito fatto con testamento è una disposizione con cui si indica, all’interno del proprio testamento, uno o più enti beneficiari (associazioni, fondazioni, organizzazioni non profit) cui destinare una parte del proprio patrimonio. Può trattarsi di denaro, immobili, titoli, opere d’arte, polizze vita, gioielli: la legge non pone limitazioni sui beni, purché essi rientrino nella quota disponibile.

Esistono tre forme di testamento valide in Italia. Il testamento olografo, scritto interamente a mano, datato e firmato dal testatore, è la forma più semplice e non richiede la presenza di un notaio per la redazione, anche se il suo supporto rimane sempre consigliato. Il testamento pubblico viene redatto dal notaio alla presenza di due testimoni ed è depositato negli archivi notarili. Il testamento segreto, infine, garantisce la massima riservatezza: il contenuto resta ignoto fino all’apertura della successione.

Qualunque forma si scelga, il testamento può essere modificato o revocato in qualsiasi momento, fino all’ultimo giorno di vita.

 

Quota disponibile e lascito solidale: due concetti che vanno a braccetto

Comprendere la distinzione tra quota legittima e quota disponibile è il primo passo per avvicinarsi al lascito solidale con serenità. Il messaggio è chiaro: fare un lascito solidale non significa privare i propri cari di ciò che spetta loro per legge. Significa scegliere come impiegare quella parte di patrimonio di cui si è liberi di disporre.

E quella parte può fare una differenza enorme. Le organizzazioni del Comitato Testamento Solidale costruiscono grazie ai lasciti i loro progetti più ambiziosi: nuove strutture, strumenti innovativi, programmi che richiedono un orizzonte temporale lungo. Ciò che per un singolo individuo è una quota del proprio patrimonio, per un’associazione può essere il motore di un cambiamento concreto.

 

Un piccolo lascito può fare una grande differenza

Non servono grandi patrimoni per lasciare un segno e dare il via a un cambiamento positivo nel mondo e nella società. Anche un lascito modesto, se inserito nella quota disponibile con consapevolezza, può finanziare un progetto di ricerca, sostenere famiglie in difficoltà, contribuire alla tutela dell’ambiente o alla difesa dei diritti civili. Capire a chi spetta la legittima, e quindi quanta libertà si ha nel disporre del resto, è il punto di partenza per una scelta autentica, meditata, e in piena armonia con i propri affetti.

Notte degli oscar 2026: l’eredità positiva vive anche sul grande schermo. Dai film al testamento solidale: ecco le pellicole di un gesto che unisce generazioni

In occasione della Notte degli Oscar 2026, con film come Hamnet – Nel nome del figlio tra i nominati per Miglior Film – che esplora l’eredità familiare tra amore, perdita e legami trasformativi – il grande schermo continua a celebrare l’eredità come atto di saggezza e unione generazionale. Ricordiamo capolavori reali come The Ultimate Gift (2006), dove un nonno lascia al nipote non solo beni, ma “doni” di vita – lavoro, amici, gratitudine – per una crescita morale profonda, trasformando egoismo in generosità. Paradiso amaro (The Descendants) (2011), con George Clooney che gestisce un’eredità hawaiana familiare, trovando redenzione e unità nei momenti di crisi. Cena con delitto – Knives Out (2019), dove l’eredità va alla “persona giusta”, premiando integrità e umiltà contro avidità. E Rain Man – L’uomo della pioggia (1988), premio Oscar, in cui un’eredità milionaria lasciata a un fratello autistico scatena un viaggio che dissolve conflitti familiari, rivelando legami inattesi e valori superiori al denaro. Questi film incarnano un costume hollywoodiano eterno: l’eredità non è conflitto, ma ponte verso solidarietà e futuro migliore. Un messaggio ancora più attuale oggi, tra instabilità e preoccupazioni familiari.

Fare un testamento solidale significa, infatti, lasciare un segno di noi, tramandando valori quando non ci saremo più. Uno strumento che diventa sempre più “un affare di famiglia”, con 7 italiani su 10 che ne discutono insieme. Un gesto che non è solo “una cosa da ricchi”: i dati del Consiglio Nazionale del Notariato (2024) mostrano che il 46,1% proviene da famiglie non particolarmente facoltose, con lasciti medi spesso sotto i 20.000 euro. Infatti, non serve un ingente patrimonio: anche un piccolo contributo fa la differenza per tutelare milioni di bambini, fare ricerca contro malattie rare o diffuse, creare cultura collettiva, garantire diritti universali e costruire un mondo sostenibile.

“L’eredità positiva di celebri film da Oscar ci ricorda ancora una volta che fare un lascito solidale è un gesto semplice e di grande impatto – sottolinea Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidalesignifica affidare la propria visione del futuro, anche dopo la morte, a Organizzazioni che si impegnano a costruire un mondo dove i bambini crescano in sicurezza senza barriere per la disabilità, la ricerca sconfigga le malattie, la cultura sia patrimonio di tutti, i diritti valgano per ogni persona senza differenze e il futuro sia sostenibile. Non servono grandi patrimoni: basta un piccolo lascito per fare la differenza e tramandare valori di solidarietà: un atto di consapevolezza che arricchisce tutti, come confermano i nostri dati in crescita”.

 

UN GESTO CHE NON LEDE I DIRITTI LEGITTIMI DEI FAMILIARI E PIACE SEMPRE DI PIÙ

Ricordare nel proprio testamento, come erede, una o più associazioni, enti o organizzazioni è un gesto semplice, non vincolante, modificabile in qualsiasi momento, che nulla toglie ai diritti legittimi dei familiari. Infatti, i familiari non solo sono tutelati per legge dalla quota legittima ma vedrebbero la propria eredità arricchita di ideali come solidarietà e uguaglianza.

Aumenta tra i nostri connazionali la propensione al lascito: la ricerca del Comitato (2025) registra, nel 2020-2024, un balzo delle Non Profit con almeno un lascito dal 61% al 77%, con il loro peso sulle raccolte fondi quasi raddoppiato (8% al 14%). Tra gli over 50, il 19% – quasi 5 milioni – è propenso, e oltre mezzo milione l’ha già fatto. Dal 2013, il Comitato – da 6 a 26 aderenti – ha portato la consapevolezza all’82%.


Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, è impegnato da oltre un decennio nel coinvolgimento del mondo del Non Profit in importanti attività di studio del settore, di informazione e di sensibilizzazione. Attualmente il Comitato conta 27 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, San Patrignano, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS, WWF.

Accedendo al sito www.testamentosolidale.org è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti e le iniziative realizzate dalle associazioni non profit che aderiscono al Comitato Testamento Solidale e scaricare la Guida ai lasciti solidali che offre informazioni ampie e dettagliate sull’argomento.

Ufficio stampa Comitato Testamento Solidale c/o Istituto Nazionale per la Comunicazione

Caterina Volodin, 345 6377253 – E-mail c.volodin@inc-comunicazione.it
Barbara Cimino, 335 5445420 – E-mail b.cimino@inc-comunicazione.it
Valeria Sabato, 373 5515109 – E-mail v.sabato@inc-comunicazione.it

Lascito solidale: la bellezza che resta oltre i generi e le dimensioni delle organizzazioni

Intervista ad Anna Rita Longo in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale 2025

In occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale 2025, abbiamo intervistato Anna Rita Longo, esperta di linguaggio, docente universitaria e divulgatrice scientifica. Con lei abbiamo riflettuto sul valore culturale e sociale del lascito testamentario, sulla differenza di genere che emerge dai dati e sulla sfida che le organizzazioni non profit devono affrontare nel comunicare il proprio impegno.

 

Perché il lascito solidale è più frequente tra le donne?

I dati dicono che oltre il 60% dei lasciti solidali è disposto da donne, in larga parte senza figli. Una disparità di genere che potrebbe apparire naturale, ma che in realtà è il frutto di dinamiche culturali.

«Non esistono basi neurobiologiche che giustifichino una diversa predisposizione a donare tra uomini e donne» chiarisce Anna Rita Longo. «Quello che osserviamo è il risultato di fattori storici e sociali. Alle donne è stato affidato per secoli il compito del caregiving, il prendersi cura degli altri. Questa esperienza genera una sensibilità che si traduce anche nella scelta di inserire un lascito testamentario nel proprio testamento».

Il dato sulle donne senza figli, aggiunge Longo, «riflette una costruzione culturale: chi non ha avuto discendenza spesso sente il desiderio di lasciare un segno in altro modo, e il lascito solidale diventa una forma di cura rivolta a una comunità più ampia».

Allo stesso tempo, questo squilibrio mette in luce anche un limite per gli uomini: «Troppo spesso la capacità di cura è stata negata loro perché associata a debolezza. Promuovere il lascito solidale significa anche liberare entrambi i generi da ruoli rigidi e stereotipati».

 

Piccole o grandi organizzazioni? Il ruolo della comunicazione

Un altro dato interessante riguarda i destinatari dei lasciti: se da un lato le piccole realtà locali restano molto presenti, dall’altro a crescere più velocemente sono le grandi organizzazioni, che investono in comunicazione e brand awareness.

Secondo Longo, si tratta di una trasformazione inevitabile: «Oggi la comunicazione non è più solo una vetrina, ma il principale strumento di relazione. Algoritmi e piattaforme digitali premiano chi produce contenuti di qualità e continui. Per questo le grandi organizzazioni, con più risorse, riescono a ottenere maggiore visibilità».

Questo, però, non significa che le piccole organizzazioni abbiano perso valore: «Il radicamento sul territorio e la prossimità restano punti di forza, ma da soli non bastano più. Troppo spesso la comunicazione viene percepita come un lusso. In realtà è parte integrante della missione: raccontare bene il proprio lavoro significa generare impatto».

Il rischio, avverte Longo, è la polarizzazione: «Se la notorietà del brand diventa l’unico criterio di scelta, poche grandi realtà attrarranno la maggior parte dei sostegni, mentre tanti piccoli enti resteranno in ombra. La sfida è educare al pluralismo e aiutare le realtà minori a sviluppare competenze comunicative».

 

Lascito solidale: un gesto che unisce valori e futuro

In conclusione, il lascito testamentario non è solo un atto giuridico, ma un gesto che porta con sé un significato culturale e sociale profondo. È un modo per proiettare i propri valori nel futuro, trasformando un’eredità personale in un bene collettivo.

«Un lascito solidale» conclude Longo «è un atto di responsabilità condivisa che libera uomini e donne da ruoli rigidi e restituisce a tutti la possibilità di prendersi cura, anche oltre la vita. È la bellezza che resta».

Tra paure e incertezze, gli italiani si affidano al terzo settore. Il lascito solidale come gesto di fiducia nel domani

La crisi climatica è la principale preoccupazione degli italiani, ma cresce la fiducia
nel Terzo Settore, riconosciuto come il motore del cambiamento sociale
e il lascito solidale diventa il simbolo di un impegno che guarda oltre il presente.
Sono alcune delle evidenze emerse da una nuova ricerca del Comitato Testamento Solidale tra la popolazione over 25.

 

La crisi climatica è per gli italiani la più grande preoccupazione per il futuro: ne hanno timore quasi 6 su 10 (57%, contro il 44% del 2022). Anche la visione della società italiana del domani è a tinte fosche: il 51% prevede un peggioramento, mentre solo 2 su 10 dimostrano ottimismo. Ma c’è chi si sta impegnando per creare una società migliore: al primo posto c’è il Non Profit (48%), una visione in coerenza con il dato che vede quasi 7 italiani su 10 (67%) protagonisti attivi di una donazione nel corso della vita. Sono alcuni dei dati emersi da una nuova ricerca promossa dal Comitato Testamento Solidale sotto la direzione dell’Istituto Walden Lab. Lo studio è stato condotto a luglio 2025 su un campione di 1000 italiani dai 25 anni in su.

 

Tanti timori, tanta fiducia nel Terzo Settore

Chi non si ritrova a pensare al futuro? 9 italiani su 10 dichiarano di farlo molto o abbastanza spesso, ma non è un pensiero rassicurante. A livello personale, la paura più diffusa riguarda la possibilità di contrarre gravi malattie (66%) ma, allargando lo sguardo sul mondo, anche la salute del nostro pianeta è un motivo di forte inquietudine: nelle prime 5 posizioni, tra le cause di preoccupazione troviamo i cambiamenti climatici e l’inquinamento (57%), nuove guerre (44%), la crescita della povertà (42%), possibili nuove pandemie (38%) ed eventi naturali catastrofici (22%). In questo scenario globale, si teme che tra 10 anni in Italia diminuiranno l’eguaglianza economica (63%), la partecipazione democratica e il benessere mentale (entrambi al 59%), ma si prevede anche più attenzione all’ambiente (50%). In questo quadro, la metà degli italiani (48%) riconosce alle realtà del Terzo Settore l’impegno più grande, oggi, per migliorare le cose. 8 su 10 ritengono il Non Profit importante dal punto di vista sociale (81%), per il contributo che dà alla realizzazione di una società migliore, culturale (80%), per i valori che rappresenta e promuove, ed economico (77%), per il valore dei servizi che produce.

 

Gli italiani si confermano popolo di donatori

Un rapporto di fiducia che si traduce in donazioni in favore di cause umanitarie, sociali, ambientali: quasi 7 su 10 (67%) dichiara di averlo fatto almeno una volta nella vita e il 35% racconta di aver donato a una Non Profit proprio quest’anno. Anche nel 2025 resta in cima alla lista delle cause prescelte la ricerca medico-scientifica (45%) ma si nota la crescita dell’aiuto alle povertà in Italia (dal 18% del 2024 al 23% del 2025) e negli altri paesi (dal 16% del 2024 al 22% del 2025) e l’aiuto alle persone con disabilità (dal 13% del 2024 al 18% del 2025). Importante il senso di protezione per l’ambiente e per le altre specie animali, che insieme raccolgono il 26% dei consensi, e le donazioni per le emergenze umanitarie (24%).

 

Il lascito solidale come risposta alla paura del futuro

Ma se il futuro è incerto, sempre più italiani decidono di fare la propria parte per incidere positivamente anche quando non ci saranno più: una ricerca del Comitato, realizzata insieme a Walden Lab e Vita e presentata lo scorso settembre, mostra che, tra il 2020 e il 2024, complessivamente, è cresciuta di 16 punti la percentuale delle Organizzazioni Non Profit che hanno ricevuto almeno un lascito: dal 61% al 77%; contestualmente, cresce anche il peso percentuale dei lasciti sul totale delle raccolte fondi che quasi raddoppia passando dall’8% del 2020 al 14% del 2024. E guardando al futuro, la previsione risulta ancor più positiva: il 77% prevede un aumento (certo o probabile) dei lasciti, solo il 3% una diminuzione.

Di fatto, la percentuale degli Italiani over 50 che hanno già previsto un lascito nel proprio testamento è stabile da 7 anni. Parliamo di più di mezzo milione di individui. Parallelamente, gli Italiani over 50 che si dichiarano propensi a prendere in considerazione un lascito solidale sono quest’anno il 19%, poco meno di 5 milioni, con un calo di 3 punti percentuali rispetto al 2024. Questa battuta d’arresto appare strettamente collegata alla percezione di instabilità generale e alle crescenti preoccupazioni per il futuro economico delle proprie famiglie.

“In un momento in cui il futuro appare incerto e le preoccupazioni crescono, gli italiani continuano a dimostrare un profondo senso di responsabilità collettiva – commenta Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’OroLa fiducia riposta nel Terzo Settore e la propensione alla donazione sono segnali importanti: ci ricordano che, anche di fronte alla paura, prevale la volontà di costruire una società più giusta, solidale e sostenibile. In questo contesto, il lascito solidale rappresenta una forma di generosità particolarmente preziosa, perché consente a ciascuno di lasciare un segno concreto di speranza e di impegno verso le generazioni future. Come Comitato Testamento Solidale, continueremo nel nostro impegno per sensibilizzare e informare gli italiani su uno strumento di solidarietà alla portata di tutti, che può contribuire in maniera davvero concreta a realizzare il futuro che vogliamo e a scongiurare quello che invece temiamo”.

Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, è impegnato da oltre un decennio nel coinvolgimento del mondo del Non Profit in importanti attività di studio del settore, di informazione e di sensibilizzazione. Attualmente il Comitato conta 26 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, San Patrignano, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS, WWF.

Accedendo al sito www.testamentosolidale.org è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti e le iniziative realizzate dalle associazioni non profit che aderiscono al Comitato Testamento Solidale e scaricare la Guida ai lasciti solidali che offre informazioni ampie e dettagliate sull’argomento.

Ufficio stampa Comitato Testamento Solidale c/o Istituto Nazionale per la Comunicazione

Caterina Volodin, 345 6377253 – E-mail c.volodin@inc-comunicazione.it
Barbara Cimino, 335 5445420 – E-mail b.cimino@inc-comunicazione.it
Valeria Sabato, 373 5515109 – E-mail v.sabato@inc-comunicazione.it

Parlare di morte con i giovani: il valore educativo del lascito testamentario

Intervista a Jean-Luc Giorda per la Giornata Internazionale del Lascito Solidale 2025

In occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale 2025, abbiamo chiesto a Jean-Luc Giorda – psicologo, psicoterapeuta e divulgatore scientifico – di aiutarci a riflettere su una domanda tanto scomoda quanto urgente: è giusto parlare di morte con i più giovani? E cosa c’entra il lascito testamentario con tutto questo?

 

Non è questione di se, ma di come”

«La morte è parte della vita. I ragazzi la incontrano ogni giorno: nei notiziari, nei videogiochi, nei cartoni animati. Perfino nelle fiabe – pensiamo a Bambi o a Il Re Leone – la perdita di un genitore è un tema centrale», spiega Giorda. «Il punto non è se parlarne, ma come. Serve un linguaggio adeguato all’età, che rassicuri senza negare».

Ma cosa succede quando si parla della propria morte? Qui entra in gioco una dimensione più intima. «C’è chi sceglie di non affrontare il tema per motivi culturali o difese psicologiche. Anche il silenzio ha un senso. Tuttavia, evitarlo del tutto può privare i giovani di una preziosa occasione di preparazione affettiva».

E in questo contesto, un gesto come il lascito testamentario può assumere un significato educativo profondo.

 

Il lascito testamentario come messaggio intergenerazionale

Quando una persona sceglie di lasciare parte dei propri beni a una causa in cui crede, sta lasciando molto più di un’eredità materiale. «Il lascito testamentario è un messaggio potente», spiega Giorda. «È un modo per dire: “Ecco i valori in cui ho creduto. Li affido a chi verrà dopo di me”».

Non si tratta solo di un atto legale o economico. Un lascito solidale può diventare un ponte tra generazioni, un modo per proiettare la propria visione del mondo nel futuro.

 

Parlare di morte, educare alla vita

In Italia, la morte resta spesso un tabù. I genitori tendono a evitare l’argomento con i figli, creando una sorta di “bolla protettiva” che però rischia di esplodere di fronte a una perdita improvvisa.

«Ricordo una foto che mi ha colpito molto», racconta Giorda. «Era il funerale del cane Hachiko. In primo piano c’era un bambino, accanto al corpo dell’animale, circondato dalla comunità. In molte culture asiatiche, anche i più piccoli partecipano al lutto. È un’esperienza collettiva».

Le religioni, aggiunge, aiutano a dare senso alla fine: parlano di trasformazione, rinascita, continuità. «Accettare la fine dell’Io – della propria individualità – è il primo passo per investire in qualcosa di più grande, che include gli altri, le generazioni future. Un lascito testamentario solidale è un gesto che va esattamente in questa direzione».

 

Il potere del lascito testamentario per il futuro dei giovani

La letteratura scientifica è chiara: parlare di morte – in modo aperto, protetto e rispettoso – non genera angoscia. Al contrario, aiuta a ridurla. Lo stesso vale per le esperienze di gruppo, come i laboratori scolastici o i percorsi educativi: offrono strumenti per affrontare la finitezza in modo sano e condiviso.

«Se la morte resta un tabù, lasciamo i giovani soli di fronte al dolore. E il rischio è che la solitudine si trasformi in disperazione», avverte Giorda. «Educare alla fine non significa smettere di sperare. Significa, piuttosto, dare valore al tempo che abbiamo. E a ciò che lasciamo agli altri».

LASCITI, TRA 2020 E 2024 IL NON PROFIT FOTOGRAFA UN TREND IN CRESCITA MA LE CRISI MONDIALI FANNO VACILLARE LA PROPENSIONE DEGLI ITALIANI

L’instabilità e la preoccupazione del presente sembrano porre un freno allo “slancio” degli italiani verso il lascito, tuttavia la foto dell’ultimo quinquennio, così come emerge dai dati concreti delle ONP, restituisce un’immagine di solida crescita complessiva del fenomeno dei testamenti solidali. Lo rivela una ricerca del Comitato Testamento Solidale, presentata oggi a Roma, alla vigilia della Giornata Internazionale del Lascito Solidale.

Il senso di precarietà di questo momento storico sta mettendo alla prova l’attitudine degli italiani verso il lascito solidale, che non arretra ma conosce una battuta d’arresto dopo anni di progressiva crescita. Una crescita sostanziale attestata dai dati degli enti del Terzo Settore degli ultimi 5 anni. Sono linee di tendenza tracciate dall’inedita ricerca promossa dal Comitato Testamento Solidale sotto la direzione dell’Istituto Walden Lab e in collaborazione con VITA. Lo studio è stato condotto tra giugno e luglio 2025 su due target paralleli: da un lato gli italiani dai 25 anni in su, dall’altro un campione di 197 Organizzazioni Non Profit che operano in Italia, con l’obiettivo di rilevare e analizzare dati su volumi, tipologie e tendenze della raccolta fondi da lasciti testamentari nel nostro Paese. I risultati sono stati presentati questa mattina a Roma, in un incontro dal titolo “Lascito Solidale: la bellezza che resta”, che ha visto la presenza di Rossano Bartoli, Portavoce Comitato Testamento Solidale e Presidente Lega del Filo d’Oro; Flavia Fiocchi, Consigliere nazionale del Notariato con Delega al Notariato per il Sociale; Paolo Anselmi, Presidente WaldenLab; Anna Rita Longo, Esperta di linguaggio, Docente di “Media, divulgazione della scienza, giornalismo scientifico” (Università del Salento), divulgatrice scientifica; Jean-Luc Giorda, Psicologo, Psicoterapeuta, Formatore e Divulgatore scientifico.

UN FUTURO INCERTO: IL “TENGO FAMIGLIA” INFLUENZA LA PROPENSIONE AL LASCITO

La ricerca sugli italiani rivela una leggera flessione nella propensione verso i lasciti solidali, fenomeno che sembra riflettere un più ampio deterioramento della fiducia nel futuro. I dati mostrano infatti una diminuzione dal 18% al 15% della propensione a fare testamento, mentre si registra una crescita significativa (+5 punti percentuali) del pregiudizio secondo cui i lasciti riguarderebbero solo “chi è ricco o ha molte proprietà“. Parallelamente, cala leggermente la percentuale di coloro che si dichiarano orientati al lascito “certamente” (dal 5% al 4%) o “probabilmente” (dal 17% al 15%), mentre rimane stabile al 3% la quota di over 50 che ha già previsto un lascito testamentario. Una battuta d’arresto collegata al peggioramento della percezione collettiva riguardo alle sfide future – dalla crisi climatica alle guerre e alle crescenti diseguaglianze sociali: gli italiani non vogliono prendere impegni a lungo termine che possano sottrarre risorse al futuro dei miei eredi (39%) e togliere un paracadute alla precarietà lavorativa dei miei figli/nipoti (1 su 4). Interessante per contro come rimanga invariata al 68% la percentuale di chi coinvolgerebbe i familiari nella decisione del lascito, confermando l’importanza del dialogo intergenerazionale in queste scelte di solidarietà.

“Questi dati ci restituiscono un quadro di comprensibile preoccupazione per il futuro – commenta Flavia Fiocchi, Consigliere nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Socialema vogliamo rassicurare gli italiani su un aspetto fondamentale: fare un lascito solidale non significa in alcun modo mettere a rischio i diritti dei propri familiari. La legge italiana tutela, infatti, rigorosamente la quota legittima degli eredi… Il nostro impegno come Notariato, al fianco del Comitato Testamento Solidale, è proprio quello di fornire informazioni chiare e trasparenti, accompagnando i cittadini in scelte consapevoli che concilino la responsabilità verso i propri cari con la solidarietà verso chi ha più bisogno.”

I DATI DELLE ONP NELL’ERA DEL COVID: IL LASCITO È CRESCIUTO TRA 2020 E 2024

Tra il 2020 e il 2024, il settore dei lasciti solidali mostra una chiara tendenza positiva: cresce di 11 punti la percentuale di ONP che hanno ricevuto un numero di lasciti compreso tra 1 e 5 (dal 39% del 2020 al 50% del 2024); cresce di 3 punti la percentuale di ONP che hanno ricevuto un numero di lasciti compreso tra 6 e 30 (dal 16% del 2020 al 19% del 2024) ed anche (dal 6% all’8%) di chi ne ha ricevuti più di 30; complessivamente, cresce di 16 punti la percentuale delle ONP che hanno ricevuto almeno un lascito (dal 61% al 77%), mentre la percentuale di quante non hanno ricevuto nessun lascito cala specularmente, passando dal 39% del 2020 al 23% del 2024…

PICCOLO È BELLO, MA CRESCE L’ATTRATTIVITÀ DELLE GRANDI ORGANIZZAZIONI

  • crescono significativamente le Organizzazioni con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro (dal 16% del 2020 al 20% del 2024);
  • restano sostanziale stabili quelle con un fatturato compreso tra 1 e 10 milioni di euro (rappresentavano il 33% nel 2020 e il 34% nel 2024);
  • diminuiscono significativamente le ONP con un fatturato inferiore al milione di euro (dal 51% del 2020 al 46% del 2024).

Queste tendenze indicano che si viene rafforzando la relazione tra dimensione economica dell’organizzazione e capacità di attrarre lasciti. Ma non dimentichiamo che le piccole organizzazioni restano comunque il segmento maggioritario tra le ONP destinatarie di lasciti, seppure non più la maggioranza assoluta come sono state fino al 2020.

LA COMUNICAZIONE, UNA LEVA IMPORTANTE PER FARE CULTURA DELLA SOLIDARIETÀ

La maggioranza delle ONP che hanno partecipato all’indagine (55%) non ha mai realizzato in passato una campagna per la promozione dei lasciti…

“Le previsioni per il futuro, con il 77% delle ONP che si aspetta un ulteriore incremento… sta creando le basi per una crescita strutturale del settore.”

Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, è impegnato da oltre un decennio… Attualmente il Comitato conta 26 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi… VIDAS.

Accedendo al sito www.testamentosolidale.org è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti… e scaricare la Guida ai lasciti solidali.

Ufficio stampa Comitato Testamento Solidale c/o Istituto Nazionale per la Comunicazione
Valeria Sabato, 373 5515109 – E-mail v.sabato@inc-comunicazione.it
Caterina Volodin, 345 6377253- E-mail c.volodin@inc-comunicazione.it
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