L’EVENTO DEL COMITATO TESTAMENTO SOLIDALE PER RACCONTARE VALORI, ALTRUISMO E SOLIDARIETÀ

L’UNIVERSO VALORIALE DEGLI ITALIANI NELL’EPOCA DELLE GRANDI CRISI:
L’EVENTO DEL COMITATO TESTAMENTO SOLIDALE PER RACCONTARE VALORI, ALTRUISMO E SOLIDARIETÀ

Alla vigilia della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre), il Comitato Testamento Solidale organizza un evento che riunisce esperti e organizzazioni non profit per indagare l’universo valoriale degli italiani e fare il punto sull’evoluzione della solidarietà in Italia. Durante l’incontro, sarà presentata l’indagine “Valori, donazioni e lasciti solidali” realizzata da Walden Lab-Eumetra per il Comitato Testamento Solidale su un campione rappresentativo di italiani di 25+ anni.

Roma, 30 luglio 2024 – Quali sono i valori che rappresentano maggiormente gli italiani? Quali di questi vorrebbero tramandare alle generazioni future? E quale simbolo del nostro mondo vorrebbero lasciare a chi verrà dopo di noi? A chi il compito di rendere migliore la nostra società e chi, nel concreto, si sta impegnando per farlo?

Di tutto questo si parlerà nell’evento dal titolo “Lascito Solidale – Un ponte tra passato e futuro” organizzato il prossimo mercoledì 11 settembre dal Comitato Testamento Solidale, con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato, in occasione della Giornata internazionale del Lascito Solidale, che ricorrerà il prossimo 13 settembre. Nel corso dell’evento saranno presentati anche i risultati dell’indagine “Valori, donazioni e lasciti solidali” realizzata dall’istituto Walden Lab-Eumetra per il Comitato Testamento Solidale.

All’iniziativa interverrà un panel di esperti per fare il punto sullo stato della solidarietà in Italia a partire proprio da quanto emerso dall’indagine. Nella prima parte dell’evento, in cui verranno presentati i risultati della ricerca “Valori, donazioni e lasciti solidali”, interverranno Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale; Paolo Anselmi, Fondatore e Presidente di Walden Lab e Docente di Marketing Sociale presso l’Università Cattolica di Milano e Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il sociale. Nella seconda parte, durante il talk “Lascito solidale: un ponte tra passato e futuro” interverranno Emanuela Di Pietro, Presidente del Comitato Testamento Solidale; Luca Vallario, Psicologo, Psicoterapeuta, Didatta Collegio Europeo di Scienze Psicosociali (ECOPSYS) – Napoli e Docente Associazione per la Ricerca in Psicoterapia Cognitivo Interpersonale (ARPCI), Roma e Paolo Apolito, Antropologo, Università Roma Tre. La moderazione sarà a cura della giornalista Francesca Romana Elisei.

L’iniziativa si terrà alle ore 11 dell’11 settembre 2024 presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti” (Via del Seminario, 76 – Roma). L’evento sarà fruibile anche in streaming. Per partecipare è necessario accreditarsi, entro giovedì 5 settembre, all’indirizzo e-mail testamentosolidale@inc-comunicazione.it.

Il Comitato Testamento Solidale – che riunisce 27 tra le principali realtà del Terzo Settore – AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Humanitas per la Ricerca, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica ETS, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS – promuove da oltre un decennio un’azione di sensibilizzazione e informazione sullo strumento del lascito testamentario e, parallelamente, una sistematica attività di ricerca sul fenomeno. L’ultima fotografia è stata scattata lo scorso giugno, con una survey condotta in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato per raccontare il fenomeno del lascito solidale dal punto di vista dei custodi per eccellenza delle ultime volontà. Secondo la ricerca, dal 2016 ad oggi, nonostante le grandi crisi che la nostra epoca sta attraversando, la predisposizione degli italiani verso il lascito solidale non ha subìto alterazioni e si conferma un trend costante quello di inserire una donazione nelle ultime volontà. Di fatti, il numero di italiani propensi al lascito solidale è rimasto sostanzialmente invariato secondo quanto afferma il 73,8% dei notai, mentre la tendenza è in aumento per il 19,5% del campione che dichiara di aver notato una crescita costante negli anni (11,3%) o dopo la pandemia (8,2%).

Sarà il nuovo studio, presentato l’11 settembre prossimo, a raccontarci il punto di vista degli italiani sul tema e lo “stato di salute” della solidarietà nel nostro Paese.

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Ufficio stampa Comitato Testamento Solidale c/o Istituto Nazionale per la Comunicazione
Virginia Matteucci, 342 6324138 – E-mail v.matteucci@inc-comunicazione.it
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Lascito ereditario: quattro chiacchiere con Marino Niola

Il lascito ereditario è un gesto di generosità che dura nel tempo. C’è chi dona per gratitudine, chi per realizzare un sogno, e chi ritiene corretto rimettere in circolo una parte della buona vita avuta. C’è chi lo fa semplicemente perché “Why not?”.

Eppure, il gesto del donare non è mai banale. Sociologi, filosofi, antropologi, economisti e studiosi delle scienze umane si interrogano da secoli sul significato di questo gesto. «In ogni civiltà, nella tribù più primitiva come ai giorni nostri», spiega l’antropologo Marino Niola, docente all’Università di Napoli, «il dono non è un’eccezione ma la regola del vivere insieme».

 

Lascito Ereditario: Un Dono che Supera il Tempo

I lasciti testamentari sono un dono?

“Direi di sì: il testamento solidale ha questa capacità di rendere visibile e manifesta una relazione. Non solo nel momento presente, ma anche nel tempo a venire. Un lascito travalica i limiti intrinseci dell’umano, della finitudine del corpo e del tempo e spalanca le porte verso il futuro. Il lascito ha una temporalità che lo distingue da qualsiasi altro tipo di dono: si attiva quando si è in vita, ma si concretizza con la morte del testatore.

Benché un testamento solidale sia un dono che non può essere contraccambiato, è altrettanto vero che colui che dona riceve comunque indietro qualcosa: l’eternità. Io direi proprio che un lascito rende eterna la persona che dona. Ciò che si dona, come ha spiegato Marcel Mauss, nel suo magistrale Saggio sul dono, acquisisce un’anima, una sorta di scia umana, un prolungamento di chi dona”.

Chi fa un dono alla fine ci guadagna sempre, quindi?

“Il dono non è uno scambio mercantile, non richiede infatti un’estinzione del debito. Anzi, talvolta non la prevede nemmeno. Infatti, l’obbligo di restituire il dono è morale, non contrattuale: non ci sono modi e tempi rigidi o sanzionabili, ma solo fiducia. Ciononostante, io dire che sì, chi dona alla fine ci guadagna. In fondo, dare è sempre ricevere. Lo dice l’etimologia della parola dare, da una radice “do” che in molte lingue forma sia il verbo dare che il verbo prendere”.

Cosa “guadagna” chi fa un lascito ereditario?

“Guadagna umanità. E “incassa” un effetto di ritorno della solidarietà che alla fine innesca un circolo virtuoso. Che rinsalda il legame sociale, fa crescere l’autostima, gratifica il nostro senso morale”.

 

Il Significato del Dono nella Società

Professor Niola, ma quindi a cosa serve un dono?

“Un dono non serve a soddisfare dei bisogni immediati e materiali né a procurarsi dei beni, ma è uno strumento che rafforza i legami esistenti e ne genera degli altri. Mi piace pensare ai doni come dei “legami materializzati”. Relazioni che non hanno bisogno del denaro. Sentimenti che non si comprano e non si vendono”.

Nella società dei consumi che significato ha il dono?

“A fare la società non sono solo gli interessi ma la generosità disinteressata, che non può essere ridotta ad economia, se non a scapito della tenuta del legame sociale. In questo senso, la legge del dono rappresenta l’anima buona della società. Non a caso le parole che accompagnano i regali nelle diverse lingue — grazie, prego, non era necessario, che bel pensiero — hanno sempre a che fare con l’amicizia, l’armonia, la riconoscenza, la grazia. Molte religioni fanno nascere il mondo da un dono che gli uomini fanno al dio. E che il dio ricambia”.

Noi siamo abituati a usare come sinonimi “dono” e “regalo”. Quale differenza c’è?

“Se leggiamo bene nelle maglie di queste parole, ciascuna ha un significato preciso. Donare significa dare spontaneamente senza attendersi contropartita ma concedendo per favore o generosità. È un’azione diversa dal regalare che è dare ad altri liberamente una cosa ritenuta utile e gradita”.

Ed è per questo che il lascito ereditario che va oltre il semplice regalare e si concretizza nell’idea di dono, forse quello più puro. Un gesto che non solo rafforza i legami sociali e morali, ma lascia un’impronta duratura, garantendo che la generosità e l’umanità del donatore continuino a vivere nel tempo.

Testamento solidale: tutto quello che c’è da sapere in 10 punti (parte 2)

Ecco la risposta alle ultime cinque domande più frequenti sul lascito testamentario per chiarirne differenze e caratteristiche.

6. Che differenza c’è con una donazione in vita? La differenza sostanziale risiede nell’efficacia temporale degli effetti: il lascito testamentario è una disposizione che ha effetti dopo il decesso del disponente, le cui volontà vengono riportate all’interno di un testamento. La donazione solidale, invece, è un atto pubblico notarile che produce immediatamente i suoi effetti e che, quindi, consente di realizzare il fine di solidarietà quando il donante è ancora in vita.

7. Se faccio un testamento solidale, danneggio i miei eredi? In presenza di eredi, non tutto il patrimonio di una persona può essere lasciato in beneficenza dopo la morte: la legge infatti tutela sempre gli eredi legittimari, ovvero i parenti più stretti (il coniuge o il soggetto unito civilmente, i figli/discendenti e in loro mancanza i genitori/ascendenti). A loro è riservata per legge una quota, detta legittima, che varia a seconda della composizione della famiglia. Sempre più spesso la scelta viene condivisa in famiglia.

8. Come posso essere sicuro che le mie volontà verranno rispettate? Anche se in Italia la cultura dei lasciti testamentari, in particolare di natura solidale, è ancora poco radicata, è importante veicolare il messaggio che pianificare per tempo la destinazione del proprio patrimonio, anche con fini di solidarietà sociale, può essere una scelta di civiltà ed è sicuramente determinante allo scopo di evitare successive liti in ordine alla ripartizione ereditaria. Per avere, però, certezza che le volontà testamentarie abbiano puntuale esecuzione, può essere utile nominare un esecutore testamentario. Per assumere tale incarico non servono qualifiche specifiche, ma ciò che rileva è il rapporto di fiducia che lega il testatore alla persona designata. All’esecutore viene, pertanto, affidata l’amministrazione dei beni ereditari e la corretta esecuzione delle disposizioni testamentarie. In ogni caso, in assenza della designazione di un esecutore testamentario, è possibile prevedere nel testamento un onere a carico degli eredi o dei legatari (onere che può consistere nella devoluzione di una parte del proprio patrimonio per finalità benefiche) nonché è possibile prevedere, per il caso di inadempimento dell’onere, la risoluzione della disposizione testamentaria prevista a favore degli eredi o dei legatari. Per chiarire ogni dubbio è ovviamente opportuno consultare un notaio che saprà suggerire le soluzioni idonee per ottenere il risultato voluto ed evitare interpretazioni fuorvianti o contestazioni in ordine all’attuazione delle ultime volontà del testatore.

9. Quali imposte si pagano sul lascito solidale? Sui lasciti solidali l’ente beneficiario non paga alcuna imposta di successione, nei limiti e con le modalità previsti dal Testo Unico delle successioni e donazioni e dal Codice del Terzo Settore. Ciò vuol dire che il valore del lascito viene interamente impiegato in progetti di interesse comune. Si tratta di una condizione privilegiata, visto che coniuge e figli pagano un’imposta di successione del 4% (con una franchigia di un milione di euro).

10. Quanto costa fare un testamento solidale? Non è possibile indicare un costo unitario, perché ogni pratica è a sé. Bisogna considerare la natura e l’entità del lascito e la complessità dell’asse ereditario. Per una pratica ordinaria si parla però di cifre modiche, probabilmente inferiori a quelle che molti immaginano. Questo è importante perché non è necessario avere grandi disponibilità per fare un testamento solidale: tutte le donazioni sono preziose per sostenere finalità di interesse comune.

 

Il sostegno di Amedeo ad AIRC: una storia di dedizione e amore

Le sue motivazioni, talvolta, strappavano un sorriso: la vittoria della Ferrari o lo scudetto della Lazio. Si dona per gioia, oltre che perché si crede in ciò che la donazione permetterà di realizzare. Il signor Amedeo ha sostenuto AIRC per vent’anni, prima che il tumore colpisse la sua famiglia: poi, in memoria della moglie Pierita, mancata per un carcinoma dell’endometrio, Amedeo decise di fare un passo in più e di destinare un lascito alla ricerca.

A pennellare la storia di Pierita e Amedeo è Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico di Fondazione AIRC: «Per curare è indispensabile capire e per capire occorre fare ricerca. Tutta la nostra ricerca è rivolta verso una precisa missione: trovare la cura del cancro. I lasciti testamentari danno un contributo importantissimo per raggiungere questo obiettivo, basti pensare che, dal 1981 al 2020, hanno messo a disposizione della ricerca 426 milioni di euro». I lasciti sono utilizzati su tre direzioni «diverse ma tutte importanti», ribadisce il direttore scientifico.

 

L’importanza dei lasciti testamentari per AIRC

Ma cosa vuol dire fare un testamento solidale a favore di AIRC? Innanzitutto, ci sono le borse di studio per giovani ricercatori e i progetti di ricerca. Entrambi possono essere intitolati alla memoria di una persona cara: «È uno stimolo ulteriore. Quel nome porta spesso con sé una vicenda legata a un tumore e questo ci ricorda continuamente che il nostro lavoro serve per scoprire qualcosa che impedisca che altri soffrano».

Una terza importante destinazione è l’Ifom — Istituto di oncologia molecolare, fondato nel 1998 proprio grazie ai lasciti, con l’obiettivo di comprendere le basi della formazione e dello sviluppo dei tumori e di trasferire le conoscenze al letto del paziente nel più breve tempo possibile: «Studiando i meccanismi a livello molecolare si capisce come i tumori nascono e si sviluppano, e quindi come trovare cure per interferire con la loro crescita. È un centro di valore internazionale, che oggi conta circa 300 ricercatori, di cui il 25% stranieri, a riprova di come l’Italia possa essere attrattiva per i migliori cervelli, se la ricerca viene sostenuta da investimenti ingenti, che favoriscono studi coordinati e collaborazioni internazionali».

Fra i progetti sostenuti grazie all’eredità di Amedeo, c’è quello della dottoressa Maria Paola Martelli dell’Università di Perugia. Spiega Caligaris Cappio: «Lavora a un innovativo approccio terapeutico “chemo free” per trattare la leucemia acuta mieloide. Un progetto all’avanguardia e che risponde ai desideri dei pazienti, perché tutti sanno che la chemioterapia è utile ma tutti la temono. Se il progetto arriverà a buon fine, ne beneficeranno i pazienti di tutto il mondo».

 

Il Lascito Solidale: Sostenere il Futuro con il Policlinico Campus Bio-Medico

Il lascito solidale al Policlinico Campus Bio-Medico rappresenta un’opportunità unica per contribuire alla formazione delle future generazioni di professionisti nel campo della salute e delle scienze della vita. Grazie ai lasciti, vengono offerte borse di studio a studenti meritevoli, garantendo loro la possibilità di studiare in un ambiente all’avanguardia e di sviluppare competenze che saranno cruciali per affrontare le sfide del nostro tempo.

 

Il Sostegno agli Studenti Meritevoli

“Deriva dall’impegno di risorse proprie, da accordi con imprese e fondazioni private e – sottolineano dall’Ateneo – anche dai lasciti solidali” il sostegno agli studenti meritevoli dell’Università Campus Bio-Medico. Si tratta di circa 800mila euro all’anno distribuiti con borse di studio assegnate con procedure rigorose, sulla base di due criteri: quello reddituale, che prende in carico il disagio economico del nucleo familiare, e quello del merito, che consente di selezionare i giovani di talento sulla base di parametri oggettivi.
Attorno al progetto “Adozione di uno studente meritevole” si è creata una rete di sostenitori cresciuta negli anni con l’obiettivo di dare garanzia di continuità all’intero singolo percorso di studio. Così un lascito all’Università Campus Bio-Medico consente di sostenere il diritto allo studio e premiare il merito in ragione della situazione reddituale, offrendo di fatto pari opportunità e favorendo l’inclusione e la meritocrazia.

 

La Formazione Completa al Policlinico Universitario

Con un lascito si darà la possibilità ad uno studente capace, proveniente da una famiglia con mezzi limitati, di studiare in un contesto immersivo e di diventare un medico competente e attento alla persona, un ingegnere moderno con lo sguardo alla sostenibilità del nostro pianeta, un infermiere, un radiologo, un nutrizionista esperti nel loro campo e con una particolare sensibilità verso gli altri. Perché studiare al “Campus”, come lo chiamano gli studenti, significa partecipare ad una storia caratterizzata dall’amore per le scienze della vita e per la cura della persona, spaziando dal rispetto dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile alla tutela della salute. Significa soprattutto diventare i professionisti del futuro anche attraverso seminari, attività di tutorato, lavori di gruppo ed esperienze concrete, attraverso la metodologia del problem based learning.
Completano poi la formazione a tutto tondo i tirocini curriculari presso l’annesso Policlinico Universitario e le esperienze di assistenza, ricerca ed educazione alla salute nei Paesi in via di Sviluppo, “che trasmettono agli studenti l’ideale di una professionalità esercitata al servizio della persona e della società”.
Questo progetto formativo integrale, basato sul concetto della “scienza per l’uomo”, trova compiutezza nel percorso tracciato assieme a coloro che scelgono di destinare un lascito all’Università Campus Bio-Medico. È un investimento sulle nuove generazioni, sulla loro formazione e preparazione alle grandi sfide del nostro tempo, dallo sviluppo sostenibile all’economia circolare, dalla salute globale alla gestione dei big data e all’intelligenza artificiale.

 

Testamento Solidale non è solo un affare “da ricchi”. Lo certifica una ricerca su un campione di oltre 500 notai

TESTAMENTO SOLIDALE, NON È SOLO UN AFFARE “DA RICCHI”

PER 7 NOTAI SU 10 DONAZIONI INFERIORI A 50MILA EURO PER IL 74% UN TREND COSTANTE, IN AUMENTO PER IL 19,5%

Il Comitato Testamento Solidale, che riunisce 27 tra le principali realtà del Terzo Settore, ha promosso un’indagine in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato, per raccontare il fenomeno del lascito solidale dal punto di vista dei custodi per eccellenza delle ultime volontà. Ne esce un quadro che conferma un trend costante o in aumento. Una “faccenda” che riguarda tutti e non soltanto i multimilionari: solo il 10% dei notai intervistati dichiara un valore del lascito medio superiore ai 100 mila euro.

Roma, 24 giugno 2024 – È un trend costante quello di inserire un lascito solidale nelle ultime volontà: nonostante le grandi crisi che la nostra epoca sta attraversando, gli italiani non sembrano essersi scoraggiati dallo scegliere la strada della generosità post mortem. Lo certifica la ricerca promossa dal Comitato Testamento Solidale in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato su un campione di oltre 500 notai, con l’obiettivo di indagare quale sia il percepito dei custodi per eccellenza delle ultime volontà rispetto al trend dei lasciti solidali in Italia.

Dal 2016 ad oggi, dunque, la predisposizione degli italiani verso un lascito solidale non ha subìto alterazioni e il numero di italiani propensi è rimasto sostanzialmente invariato secondo quanto afferma il 73,8% dei notai, mentre la tendenza è in aumento per il 19,5% del campione che dichiara di aver notato una crescita costante negli anni (11,3%) o dopo la pandemia (8,2%). Solo il 6,7% del campione rileva una diminuzione della propensione.

Quanto alla somma destinata, i dati che emergono dalla survey confermano come un lascito solidale non sia appannaggio esclusivo di persone particolarmente abbienti: sebbene per il 45% dei notai intervistati chi predispone un lascito solidale sia detentore di un patrimonio piuttosto consistente, per la maggioranza – il 46,1% del campione – coloro che decidono di lasciare parte della propria eredità ad una causa benefica dispongono di un patrimonio nella media, frutto di una normale vita lavorativa. A riprova che non si tratta di una «faccenda» solo per milionari, il fatto che il valore del lascito medio spesso si aggiri attorno a cifre inferiori ai 20 mila euro (per il 31,8% degli intervistati). Per il 36,8% si tratta di donazioni tra i 21 e i 50 mila euro, per il 21,3% tra i 51 e i 100 mila. Il valore del lascito medio è di oltre 100 mila euro solo per il 10% del campione, a conferma che i lasciti di sostanziose entità restano l’eccezione, e non la regola.

L’indagine che abbiamo promosso insieme al Consiglio Nazionale del Notariato ci racconta il punto di vista dei notai, custodi per eccellenza delle ultime volontà – commenta Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’Oro I dati emersi ci parlano di un fenomeno che resta costante o in leggero aumento e testimoniano come l’opera di informazione e sensibilizzazione che da oltre 10 anni portiamo avanti con il Comitato Testamento Solidale stia dando i risultati sperati, nonostante il lavoro da compiere sia ancora tanto”.

SOPRATTUTTO SILVER, MA QUALCOSA SI MUOVE
L’età di chi pensa e si informa sul lascito solidale resta alta e lo confermano anche i notai: per l’87,6% a chiedere informazioni sul tema sono perlopiù gli over 60. Ma su questo fronte sembrerebbe delinearsi un primo cambiamento: anche sulla spinta degli 11 anni di campagne di comunicazione del Comitato Testamento Solidale, per il 12,3% degli intervistati comincia a crescere l’interesse fra le persone sotto i 60 anni o ancora più giovani.

SOPRATTUTTO SOMME DI DENARO MA NON SOLO

Rispetto alla tipologia di beni donati, per la maggioranza assoluta del campione – il 74% dei notai intervistati – si tratta di somme di denaro, seguite dai beni immobili, oggetto prevalente dei lasciti testamentari per il 24,7% degli intervistati. Se si pensa poi alle donazioni di beni mobili diversi dal denaro, per il 26,4% si tratta di pezzi d’arte; a seguire i gioielli (per il 24% del campione) e i mobili di pregio (13%).

LA TUTELA DEI LEGITTIMI EREDI

Infine, dalla survey emerge in maniera sostanziale la volontà e l’interesse dei donatori di tutelare gli eredi legittimi: secondo il 60,8% degli intervistati, infatti, l’informazione più frequente richiesta da chi sta pensando al lascito solidale riguarda proprio i diritti dei familiari. Seguono le informazioni sui soggetti destinatari della donazione (per il 22,9% degli intervistati) e sull’oggetto della donazione (per il 13,9%).

Questi numeri dimostrano che la partecipazione degli italiani alle cause sociali è in costante aumento, ma soprattutto che non è ad esclusivo appannaggio delle persone più abbienti – ha dichiarato Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il sociale. In questo contesto il ruolo del notaio resta di fondamentale importanza, nell’orientare quei cittadini che decidono di donare, tramite lasciti testamentari, anche solo una piccola parte della propria eredità, assicurando loro, con l’adeguata assistenza e informazione, di poterlo fare nel rispetto della legge, senza ledere i diritti dei propri familiari”.

Del Comitato Testamento Solidale fanno attualmente parte 27 organizzazioni non profit: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Humanitas per la Ricerca, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica ETS, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS.

Accedendo al sito www.testamentosolidale.org è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti e le iniziative realizzate dalle associazioni non profit che aderiscono al Comitato Testamento Solidale e scaricare la Guida ai lasciti solidali che offre informazioni ampie e dettagliate sull’argomento.

La mia eredità – il Podcast

Il podcast “La mia eredità” è un podcast di VITA e Comitato Testamento Solidale nato da un’idea di Sara De Carli, voce narrante di Francesco Facchini.

Questo podcast è un viaggio attraverso il profondo desiderio di lasciare una traccia del proprio passaggio e le straordinarie opere che nascono quando questo desiderio incontra la solidarietà. Attraverso otto episodi, scopriamo come un Lascito Solidale possa trasformare le ultime volontà in un’eredità di speranza e cambiamento. Come restare in vita oltre il nostro limite biologico. Ascolta le storie di chi ha scelto di sostenere cause importanti e scopri l’impatto duraturo del loro gesto.

Scopri la storia della Ca’ Granda di Milano, un esempio di generosità da oltre sei secoli. In questo episodio, esploriamo la nascita e lo scopo del Comitato Testamento Solidale. Paolo Anselmi condivide i numeri e l’impatto del testamento solidale in Italia. Inoltre, ascoltiamo la testimonianza della doppiatrice Alessandra De Luca, che ha deciso di destinare parte dei suoi averi a una delle associazioni del Comitato Testamento Solidale.

In questa puntata parliamo di morte, un tema che a livello sociale cerchiamo di evitare e invece abbiamo bisogno di spazi all’interno dei quali poterne parlarne serenamente. Ci accompagnano in questo viaggio Vera Gheno, sociolinguista e maestra delle parole, e Ines Testoni, psicologa dell’Università di Padova.

In questa puntata facciamo chiarezza sul testamento solidale. Scopriamo che è possibile farlo senza rischi e senza ledere i diritti dei nostri cari, anche se non siamo ricchi. Ne parliamo con Emanuela Di Pietro, Presidente del Comitato Testamento Solidale, Andrea Fiorelli Bertoli, componente della commissione comunicazione del Consiglio Nazionale del Notariato, Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato, e Luca Isotti, consigliere del Comitato Testamento Solidale.

In questa puntata ti raccontiamo il grande impatto dei lasciti nella ricerca, nella medicina e nell’assistenza ai malati. Ci accompagneranno in questo racconto Paolo Di Fiore, ricercatore della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, Mario Alberto Battaglia, presidente della Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Giuseppe Zanferrari, direttore di gestione della Fondazione Ricerca sulla Fibrosi Cistica, e Luciana e Rodolfo Mazzola, che hanno scelto di destinare una parte dei loro beni a VIDAS.

In questa puntata parleremo di “lasciare il segno”, “fare la differenza”, “lasciare l’impronta”. Ne perliamo con Mauro Magatti, professore di sociologia della Cattolica di Milano, Lavinia Della Croce di Save the Children, Erika Larcher di Amref Health Africa, Giulia Bussotti di Greenpeace e Rocco Berardo della Associazione Luca Coscioni.

In questa puntata ti porteremo in giro, nei luoghi in cui la vita riempie gli spazi, in cui i destini di tanti si incrociano grazie alla traiettoria della vita di qualcuno che non conoscono e che non conosceranno mai. Ne parleremo con Flaviano Zandonai, sociologo, autore di “Dove”. Saranno ospiti Stefania Censi di Unicef, Alessandra Carancini della Lega del Filo d’Oro, Roberto Valcanover presidente di AIL, Luigi Frati presidente dell’Istituto Pasteur, Alberto Sinigallia presidente della Fondazione Arca.

In questa puntata parliamo di arte, di artisti, di opere che lasciano il segno. Parliamo anche di sport. In questa puntata divaghiamo un po’ ma sempre tenendo il filo rosso del parlare di eredità, dell’essere eredità e di lasciare un segno in questi territori della vita. Sono con noi: Boris Sollazzo critico cinematografico e direttore di the Hollywood Reporter. Mario Luzzato Fegiz, decano dei critici musicali italiano. Fulvio Collovati, calciatore, campione del mondo di calcio nel 1982.

Nell’ultima puntata tiriamo le somme di questo viaggio che ha provato a raccontarti il mondo del lascito solidale. Oggi parleremo dell’età della vecchiaia, una età c’è ancora spazio per i sogni, i progetti, il futuro, per fare qualcosa di grande. Ne parleremo con un grande regista: Pupi Avati.

Post aggiornato il 17/06/2024.

La mia eredità: la serie podcast del Comitato Testamento Solidale

La mia eredità: la serie podcast del Comitato Testamento Solidale

per scoprire come tutti possiamo lasciare un segno,
anche quando non ci saremo più

Al centro delle otto puntate del podcast, realizzato in collaborazione con VITA, il desiderio umanissimo di lasciare una traccia del proprio passaggio e il racconto delle opere straordinarie che si realizzano quando questo desiderio incontra la solidarietà, attraverso un gesto concreto come il lascito solidale.
Le prime 4 puntate sono già disponibili sulle principali piattaforme di streaming.

Roma, 11 giugno 2024 – Da martedì 11 giugno, è disponibile sulle principali piattaforme di streaming “La mia eredità”, la serie podcast in 8 episodi del Comitato Testamento Solidale che racconta i gesti di chi sceglie di fare la propria parte per consegnare un futuro migliore alle nuove generazioni.

Al centro delle otto puntate del podcast, realizzato in collaborazione con VITA, c’è il desiderio umanissimo di lasciare una traccia del proprio passaggio e il racconto delle opere straordinarie che si realizzano quando questo desiderio incontra la solidarietà. Il testamento solidale è uno straordinario strumento di generosità che ognuno di noi ha a disposizione per lasciare un segno, anche quando non ci saremo più. Scegliere di destinare una parte del patrimonio ad un’organizzazione non profit, consente infatti di sostenere post mortem un progetto benefico contribuendo a cause importantissime: dal contrasto alla povertà alla lotta alla fame, dalla cura delle persone con malattie degenerative e disabilità alla ricerca scientifica, dalla salvaguardia dell’ambiente alla difesa dei diritti umani.

Il Comitato Testamento Solidale riunisce 27 autorevoli organizzazioni non profit, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare gli italiani sull’importanza del lascito solidale. E in undici anni di campagne, da quando il Comitato è nato, è certamente cresciuta la consapevolezza e l’attitudine verso questo straordinario strumento di solidarietà concreta: se nel 2013, quando il Comitato è nato, il 45% degli italiani non aveva mai sentito parlare del testamento solidale, oggi l’82% degli italiani lo conosce e l’8% degli over 50 dichiara di aver già fatto o che certamente farà un testamento solidale.

«Il podcast “La mia eredità” è un’iniziativa nuova, che si aggiunge a quelle già realizzate nel tempo dal Comitato Testamento Solidale, rivolta questa volta a un pubblico molto ampio e probabilmente anche un po’ più giovane per parlare in modo semplice del significato del lascito solidale e dell’importanza che esso ha per sostenere le organizzazioni non profit nei loro vari campi di attività – sottolinea Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e presidente della Lega del Filo d’Oro – Uno strumento alla portata di tutti, perché non è vero che per fare un lascito solidale bisogna avere un grande patrimonio, e che consente alle organizzazioni di programmare al meglio il proprio futuro, anche nell’ottica della crescita e dello sviluppo».

La mia eredità” è un grande racconto di attimi che diventano capolavori e parole che diventano immortali. Sono le parole di una canzone eterna come Caruso, con Mario Luzzatto Fegiz che ricorda la telefonata che Lucio Dalla gli fece subito dopo averla scritta ma anche i frammenti della indimenticabile notte del 1982 in cui l’Italia alzò al cielo la Coppa dei Mondiali, raccontata da Fulvio Collovati. Sono la consapevolezza e sincerità del racconto del gigante del cinema italiano Pupi Avati, che spiega, nella puntata conclusiva del Podcast, come non ha paura di fare i conti con l’età grande che sta vivendo. Sono le testimonianze semplici ma straordinarie di Alessandra, Anna, Luciana e Rodolfo, che hanno già scelto di fare un testamento solidale e quelle altrettanto intense di chi, grazie a loro, sta facendo la differenza per tante persone. Una puntata dopo l’altra, “La mia eredità” ci fa entrare dentro storie e luoghi: i laboratori in cui i ricercatori cercano una cura per il cancro o l’ospedale della Sierra Leone in cui non si sono mai visti così tanti bambini nati vivi. Di luoghi così, nati da un lascito, sono piene le nostre città.

Altri episodi invece hanno un taglio più curioso. Quali parole usiamo (o non usiamo) per parlare della morte? Cosa significa il nostro desiderio di lasciare un segno? Perché nei film l’eredità è quasi sempre ciò attorno a cui le famiglie si spaccano? Vera Gheno, Ines Testoni, Boris Sollazzo, Mauro Magatti e tanti altri ci regalano riflessioni sorprendenti, che portano a una domanda: e tu, a un lascito solidale ci hai mai pensato?

La mia eredità” è un podcast di VITA e Comitato Testamento Solidale. Da un’idea di Sara De Carli, voce narrante di Francesco Facchini. Con interviste a Rossano Bartoli, Paolo Anselmi, Alessandra De Luca, Vera Gheno, Ines Testoni, Emanuela Di Pietro, Andrea Fiorelli Bertoli, Flavia Fiocchi, Luca Isotti, Paolo Di Fiore, Mario Alberto Battaglia, Luciana e Rodolfo Mazzola, Mauro Magatti, Lavinia Della Croce, Giulia Bussotti, Erika Larcher, Rocco Berardo, Flaviano Zandonai, Roberto Valcanover, Alessandra Carancini, Stefania Censi, Luigi Frati, Alberto Sinigallia, Boris Sollazzo, Mario Luzzatto Fegiz, Fulvio Collovati, Pupi Avati. Le prime quattro puntate (Citofonare Ca Granda; Cosa farò da morto; Così cade un tabù; Io avrò cura di te) sono già disponibili sul sito www.vita.it e su tutte le principali piattaforme di fruizione di podcast; le altre quattro puntate (Lascia il segno; Spazi pieni di vita; L’eredità immortale; Iniziare dalla fine) saranno disponibili da lunedì 17 giugno.

Del Comitato Testamento Solidale fanno attualmente parte 27 organizzazioni non profit: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Humanitas per la Ricerca, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica ETS, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS.

Accedendo al sito www.testamentosolidale.org è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti e le iniziative realizzate dalle associazioni non profit che aderiscono al Comitato Testamento Solidale e scaricare la Guida ai lasciti solidali che offre informazioni ampie e dettagliate sull’argomento.

>> Ascolta il Podcast dedicato ai Lasciti Solidali <<

Il lascito solidale è donna: l’intervista a Maura Gancitano

Nessuna provocazione. Il lascito solidale è donna e ce lo dicono i numeri. Basandoci sull’esperienza delle 28 organizzazioni che compongono il nostro Comitato, abbiamo appurato come nel 70% dei casi i lasciti testamentari sono fatti da donne. Ma come mai questa tendenza? Ne abbiamo parlato con Maura Gancitano, filosofa, saggista e autrice, con Andrea Colamedici, del progetto di divulgazione Tlon.

 

Lascito solidale femminile: una questione culturale

La propensione verso la cura è da sempre stata una prerogativa quasi esclusivamente femminile; quindi, non stupisce il fatto che la stipula dei testamenti solidali presenti uno sbilanciamento totale verso la donna.

“Le donne si sono sempre fatte carico dei ruoli di cura e supporto nelle comunità – ci spiega Maura Gancitano – e forse per questo si avvicinano più spesso al lascito solidale: sono consapevoli di quanto siamo interdipendenti e quanto conti essere responsabili nei confronti degli altri. Questa consapevolezza non è una questione naturale o biologica, ma una questione d’esperienza: il carico dei lavori di cura e le difficoltà economiche affrontate dalle donne mostrano con chiarezza la necessità di scegliere la solidarietà come uno dei valori portanti della società”.

 

La cura è per tutti

Sembra una questione di genere, ma non lo è. Quantomeno non in senso strettamente biologico. Le donne non hanno una maggiore propensione al lascito solidale perché sono naturalmente più “buone” degli uomini, ma per motivi di sviluppo sociale e culturale.

L’educazione impartita negli anni “ha spinto gli uomini a dover rispettare certi standard, contenuti sociali che hanno molto a che fare con l’accumulare denaro – ha affermato la Gancitano in un’intervista con Nadia Ferrigo de La Stampa – Ma così si perde il senso di poter essere utili in una dimensione collettiva. Gli uomini non sono educati alla cura, quasi come avessero una carenza biologica oppure qualche cosa che non sono capaci di sviluppare”.

L’inversione di rotta sarebbe la soluzione individuata da Maura Gancitano che spiega: “Oggi occorre che la cura non sia più associata unicamente al genere femminile, ma che diventi una questione umana, e che quindi possa spingere sempre più persone a compiere scelte come il testamento solidale.”

 

*fotografia di copertina di Rino Bianchi

Fondazione Don Carlo Gnocchi: un lascito per il progresso

Fondata da don Carlo Gnocchi per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale a mutilatini e poliomielitici, la Fondazione ha ampliato nel tempo il proprio raggio d’azione e la propria attività per rispondere ai bisogni emergenti delle persone più fragili.

Da fine 2018 all’Irccs Santa Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi di Milano è attivo un reparto per la presa in carico di pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite. «Un progetto che la Fondazione aveva in mente da tempo e che grazie a un importante lascito ha potuto realizzare», spiega il dottor Jorge Navarro, responsabile del reparto. «Prima, in questi spazi, c’era la riabilitazione neurologica, ma grazie al lascito di 300mila euro della famiglia di Alba si è potuto realizzare un nucleo specifico e soprattutto acquisire le attrezzature più moderne e potenziare il personale dedicato», osserva Navarro. In un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), sono una cinquantina in Italia, «è importantissimo avere un reparto come questo», sottolinea.

 

Un’accoglienza ad hoc garantita da un lascito alla Don Carlo Gnocchi

I pazienti ricoverati nel reparto sono tutti ad alta complessità: «Sono persone che sono rimaste in coma per un tempo prolungato e hanno riportato delle cerebrolesioni. Spesso arrivano da noi con disabilità motorie e cognitive, con disordine di coscienza e per poterli accogliere è necessario avere attrezzature e un’organizzazione ad hoc», continua il responsabile del reparto.
Qui, grazie a un lascito, la Fondazione ora accoglie 13 pazienti nell’unità a maggior carico e altri 12 nell’area riabilitativa. «I pazienti sono monitorati H24, grazie anche alle risorse tecnologiche acquistate. Dall’isola infermieristica la video sorveglianza è continua. Il reparto è dotato anche di verticalizzatori elettrici ed altri apparecchi necessari alla riabilitazione», illustra Navarro.

 

Un piccolo gesto che aiuta molte persone

Accanto alla strumentazione, fondamentale è anche l’équipe assegnata al reparto che può contare su quattro medici, tra cui due neurologi e un fisiatra, fisioterapisti, logopedisti, un terapista occupazionale, un neuropsichiatra e uno psicologo clinico, infermieri e Oss.

«L’équipe dedicata ad alta specializzazione è composta da 35 operatori, perché il nostro reparto funziona come se i pazienti fossero ancora in rianimazione ma il nostro focus è puntato sulla loro riabilitazione», prosegue Navarro, per il quale a fare la differenza è stata proprio l’importante donazione che ha permesso «di offrire ai nostri pazienti il meglio, in una città come Milano». Il dipartimento per la cura e la riabilitazione delle gravi cerebrolesioni acquisite della Fondazione Don Gnocchi, di cui fa parte il reparto milanese, ha nove unità distribuite in tutta Italia, con 120 posti letto e accoglie, ogni anno, circa 400 pazienti.