Dal curare al prendersi cura
Fondazione Don Carlo Gnocchi – Dai lasciti un sostegno alle persone fragili
Da Maria un grazie “per la professionalità e la disponibilità, per i ritornelli cantati a colazione, per le borse del ghiaccio che arrivano senza averle chieste… Di questo il malato ha bisogno”.
Le parole delle persone assistite nei Centri Don Gnocchi sono la testimonianza più efficace del valore di un lascito solidale. Scrive Maria: «Grazie per la vostra professionalità, per i vostri sorrisi, per la disponibilità, per i ritornelli cantati durante la colazione, per le borse del ghiaccio che arrivano nella notte senza averle chieste, per il domandarci ogni tanto se abbiamo bisogno, per la vostra energia, per la bellezza della vostra anima che traspare dai vostri occhi nonostante il duro lavoro. È di questo che il malato ha bisogno ed è questo che allevia
la nostra sofferenza. Vorrei che fosse sempre garantito anche ad altre persone nelle mie stesse condizioni…». Istituita nel secondo dopoguerra dal sacerdote milanese don Carlo Gnocchi – oggi beato – per mutilatini e poliomielitici, la
Fondazione ha ampliato nel tempo il proprio raggio d’azione continuando a rispondere ai bisogni emergenti delle persone più fragili. Riconosciuta ONG, la Fondazione è inoltre impegnata in progetti di solidarietà internazionale. Il sostegno alla “Don Gnocchi” va nella direzione di un modello di “medicina della fragilità”, capace di assicurare la migliore assistenza possibile a pazienti con alta complessità clinica e in condizioni di cronicità, in una prospettiva di forte innovazione.
“Grazie per la professionalità
e la disponibilità, per i ritornelli cantati
durante la colazione, per le borse
del ghiaccio che arrivano nella notte senza
averle chieste… Di questo il malato
ha bisogno”
Fondazione Don Carlo Gnocchi
Istituita oltre sessant’anni fa da don Gnocchi per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale a mutilatini e poliomielitici, la Fondazione ha ampliato nel tempo il proprio raggio d’azione e la propria attività, continuando a rispondere ai bisogni emergenti delle persone più fragili. Oggi la Fondazione accoglie, cura e assiste: bambini e ragazzi con disabilità; pazienti di ogni età che necessitano di interventi riabilitativi in ambito neuromotorio e cardiorespiratorio; persone con esiti di traumi, colpite da ictus, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimer o altre patologie invalidanti; anziani non autosufficienti, malati nell’ultima parte della loro vita, pazienti con gravi cerebrolesioni o in stato vegetativo prolungato.